Skype forse spia per conto della polizia - ma non lo dirà mai

Skype può essere spiato dalla polizia?

Che qualcosa fosse cambiato quando Skype è stato acquistato da Microsoft era cosa certa. E’ non sapere esattamente cosa che danna lo spirito ad avvocati della privacy e semplici utenti.

In passato Skype si era sempre rifiutato di fornire una facile via di accesso a governi e forze dell’ordine, anzi, il sistema peer-to-peer e la crittografia si sono sempre rivelati una barriera estremamente dura da superare.

La posizione potrebbe essere cambiata dopo l’assorbimento in un’entità corporate legata a doppio filo al governo americano, che comunque non ha mai tentato di opporsi e fare resistenza alle ingerenze della polizia nella vita dei suoi utenti.

Di fatto alle recenti accuse di aver modificato la struttura del sistema per facilitare lo spionaggio “di stato”, Skype ha sostenuto di aver sì messo mano al proprio protocollo, ma di non aver fatto altro che un upgrade. Messo alle corde, tuttavia, il portavoce di Skype non ha negato di essere in grado di penetrare nelle comunicazioni dei suoi utenti, se così volesse.

In un mondo in cui si è costretti ad usare dei servizi che ingoiano tutte le nostre informazioni senza consentirci di controllarle, anche il silenzio diventa molto sospetto. Microsoft aveva brevettato ad un mese dall’acquisto di Skype una tecnologia per copiare le comunicazioni inserite dall’utente - di fatto un keylogger - ed allegare questi dati nella sessione. Non c’è modo di scoprire se questa tecnologia è stata integrata o meno in Skype.

Sono le dimensioni stesse di Skype a far ritenere impossibile un mancato coinvolgimento nelle operazioni di polizia. Con 663 milioni di utenti tutti i paesi del mondo vorrebbero poterlo controllare esattamente come capita al servizio telefonico. Da questo punto di vista una capitolazione sarebbe triste, ma ovvia. Quello che irrita è il silenzio ostinato, il rifiuto di giocare a carte scoperte.

Via | Slate

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