Google si unisce alla lotta contro i cartelli della droga e altre reti illecite

Google Ideas, il think tank lanciato da Google quasi due anni fa e diretto con successo da Jared Cohen, è sempre attivo nell'analisi delle grandi sfide globali e nella ricerca di soluzioni tecnologiche finora inesplorate.

Lo scorso anno è stato organizzato il Summit Against Violent Extremism (SAVE), incentrato sulla lotta all'estremismo violento e culminato con la creazione del social network Against Violent Extremism (AVE) che mira ad aiutare le vittime dell'estremismo violento di ogni sorta, politico e religioso, e di metterle in contatto con ex estremisti (ad oggi il network ne conta 66) e sopravvissuti ad attacchi terroristici o violenze di gruppo.

Per l'appuntamento di quest'anno Google Ideas ha deciso di concentrarsi sulla lotta alle reti illecite che ogni anno costano all'economia globale qualcosa come 2.1 trilioni di dollari all'anno e provocano migliaia di morti da una parte all'altra del Mondo: cartelli della droga, trafficanti di oppio, cercatori di organi e trafficanti di esseri umani. Il summit di due giorni, denominato Illicit Networks: Forces in Opposition (INFO), si terrà martedì e mercoledì a Los Angeles.

In collaborazione con il Council on Foreign Relations e il Tribeca Film Festival, INFO vedrà la partecipazione di personaggi ed organizzazioni direttamente coinvolte, dai rappresentanti dei governi ad ingegneri e leader del settore tecnologico, fino a persone sopravvissute al traffico di organi, di droga e della prostituzione che hanno deciso di utilizzare la loro esperienza per aiutare chi si trova nella loro stessa situazione.

Tra questi, lo conferma in Los Angeles Times, ci saranno una giovane donna venduta come schiava all'età di 7 anni e un ex bambino soldato dall'Uganda. A completare il dibattito arriveranno ex trafficanti di armi dalla Corea del Nord, ufficiali governativi e accademici esperti di reti illecite. Insieme cercheranno di trovare soluzioni che possano contribuire a risolvere il problema o, come confermato dall'Executive Chairman di Google, Eric Schmidt, almeno riaccendere il dibattito e far conoscere all'opinione pubblica questo grande problema.

Via | Newsroom America

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