In Russia approvata legge liberticida: arriva la blacklist dei siti illegali

Il parlamento russo ha passato un decreto che getterà un’ombra lunga sulla tutela della libertà d’espressione e di notizia in un paese in cui la deriva autoritaria non è affatto nascosta.

Wikipedia in russo era stata oscurata proprio per protestare contro questa nuova sparata della Duma, il parlamento russo: una blacklist gestita dal governo per tutti i siti dal “contenuto illegale”.

Come sempre capita in questi casi la legge è stata prodotta con lo scopo dichiarato di combattere la pedofilia ed i criminali online, ma la verità è che si tratta di dare al governo carta bianca per eliminare ogni contenuto sgradito alle forze politiche dominanti dalla Grande Rete. Il decreto entrerà in vigore il prossimo gennaio, dopo essere passato al vaglio dell’altra Camera del parlamento, per poi essere firmato dal presidente Vladimir Putin.

Gli attivisti dei diritti umani ed anche gli ISP non sono stati di certo contenti quando la nuova legge è stata presentata, ma il clamore espresso contro di essa non ha avuto alcun esito - se si esclude un lieve ammorbidimento delle espressioni usate.

L’originale bozza del decreto identificava le minacce da epurare con il termine vago di “Informazione dannosa”. L’attuale decreto parla con più precisione di pedofilia, abusi sessuali, istigazione all’uso di droga ed al suicidio. Sfortunatamente per il governo, insomma, gli attivisti ormai sono piuttosto bravi a riconoscere un tentativo di aggredire la libertà di parola. Anche in questo caso c’è stato il tam tam mediatico, ma purtroppo il feudo autoritario in Russia è davvero troppo forte per essere sviato.

Vale la pena prendere come esempio questa situazione e ricordare che leggi simili possono materializzarsi all’improvviso ovunque, nonostante i molti lodevoli tentativi di creare un’etica internazionale in materia di Internet la paranoia dei governi e dei legislatori verso questo mezzo di comunicazione di massa è palpabile.

Foto | Flickr
Via | Radio Free Europe

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