Sono inviate più e-mail di quante potremmo leggerne per tutta la vita

Fotografia di MAIL di Ian Broyles

Nel mondo è stimato che ci siano oltre 3,1 miliardi d’indirizzi di posta elettronica attivi, per non parlare di quelli inattivi. Nick Bilton, un giornalista di The New York Times, ha analizzato il volume attuale del traffico di e-mail: il risultato è impressionante. In un mese soltanto, Bilton ha ricevuto 6.000 messaggi — dai quali ha escluso lo SPAM e le offerte promozionali. È davvero comprensibile che il giornalista non abbia avuto alcuna intenzione di rispondere a ognuna di esse. La cifra non è diversa dal lavoratore medio.

Nel 2010 è stato inviato un milione di miliardi di e-mail. Ogni impiegato riceve, mediamente, 105 messaggi di posta elettronica al giorno. Bilton è convinto che qualcosa non funzioni e non crede che la situazione possa migliorare. Gestire un simile volume di corrispondenza è impossibile: troppe e-mail insieme aumentano la possibilità che i messaggi importanti siano messi in secondo piano o perduti. E, se ciò non bastasse, controllare ossessivamente il proprio account di posta elettronica incrementa lo stress sul posto di lavoro.

È il responso di uno studio effettuato presso la University of California, Irvine. Gli impiegati che non controllano la corrispondenza raggiungono un livello di stress sensibilmente inferiore. Gloria Mark – una professoressa d’informatica, tra i responsabili dello studio – ha raccontato di un uomo che è arrivato a cambiare le proprie abitudini in relazione alle e-mail da gestire. Eppure, i teenager preferiscono altri mezzi. Bilton ha scritto più e-mail a una cugina e quest’ultima ha sempre risposto via SMS o Facebook Messenger.

Fotografia | Flickr (di Ian Broyles)

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