Nazioni Unite: la libertà di espressione ed informazione su Internet è un diritto

Consiglio delle Nazioni Unite

Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha votato ieri una risoluzione che difende il principio della libertà d’espressione e di informazione sulla Grande Rete.

Secondo il Consiglio, i diritti umani sono da considerarsi parificati ed inviolabili online ed offline “in particolare la libertà d’espressione, che è applicabile indipendentemente dalle frontiere e attraverso i media di ogni genere e tipo”.

Una verità che ci tocca tutti, profondamente. Nonostante molti si ritengano al sicuro, di fatto gli episodi di censura e repressione sono sempre più comuni in Occidente. La difesa di Internet quale ambito in cui esprimere i propri diritti fondamentali è importante e non è solo stata usata come critica ad un qualche regime repressivo che vive lontano, oltre il mare.

Ironicamente, la risoluzione è stata presentata da alcuni paesi che mettono tali libertà in pericolo. I co-firmatari sono Brasile, Nigeria, Svezia, Tunisia, Turchia e gli Stati Uniti. A dare supporto alla mozione altri nomi “critici” come Egitto, India ed Indonesia.

In alcuni di questi paesi il dibattito è feroce quanto produttivo (vedi la Svezia), in altri la lotta è tremenda e dai risultati ambigui (per esempio, gli Stati Uniti). Altri come India e Turchia hanno dato in passato ed anche nel presente un pessimo esempio di repressione. A complicare la questione va anche detto che nell'Occidente delle corporation, invece, la libertà d’espressione oline si trova inestricabilmente coinvolta nella difesa dei diritti d’autore - Basta leggersi una qualunque analisi dell’ACTA.

Secondo il ministro degli esteri Carl Bildt questa è una vittoria di Internet. Io lo definirei un pezzo di carta, un’ipocrisia, destinato a restare lettera morta se non sarà seguito da un cambiamento di atteggiamento globale. La politica di tutto il mondo, quando si parla di Internet, sembra sempre giudicare in base agli allarmismi o alla “crisi del mese”, offrendo ai cittadini ben poca coerenza.

Questa risoluzione non ha il potere di coercere nessuno, è solo una dichiarazione d’intenti, un consiglio. A questo punto è difficile decidere: un moto di ribellione come la Dichiarazione di Libertà di Internet non ha forse un valore sociale maggiore?

Foto | Flickr
Via | New York Times

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