Il bosone di Higgs, mostrato al CERN, ha conquistato i social network

Logo di ATLAS ExperimentIl bosone di Higgs, del quale il CERN di Ginevra avrebbe dimostrato ieri l’esistenza, è diventato in poche ore uno degli argomenti più popolari sui social network. Subito gli utenti si sono sbizzarriti a offrirne le spiegazioni più fantasiose. Ma cos’è, in realtà, il bosone di Higgs? La spiegazione non è altrettanto semplice. Per riassumere, è una particella elementare che sarebbe responsabile della creazione della materia: una caratteristica che ha contribuito ad attribuirle l’altisonante definizione de «la particella di Dio».

Quest’ultima deriva dall’errata traduzione italiana di God Particle, coniato nel 1993 da Leon Lederman per un libro di fisica divulgativa che cercava di spiegarne la natura alle masse. Nell’immaginario collettivo, il bosone di Higgs è automaticamente diventato la giustificazione scientifica all’esistenza di Dio. L’esperimento Compact Muon Solenoid (CMS) del CERN avrebbe fotografato, con un’approssimazione stimata attorno al 99%, la scia della particella subatomica come avviene per la dimostrazione dell’esistenza degli elettroni.

L’eco dell’osservazione s’è propagata sui social network come un qualsiasi fenomeno “virale”, più del tunnel generato da una gaffe di Mariastella Gelmini – ex Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – riguardo alla velocità dei neutrini. La spiegazione scientifica del bosone di Higgs, oltre che complessa, è meno affascinante: in seguito al Big Bang, i quanti del campo di Higgs avrebbero assunto un grado uno dal precedente grado zero, acquisendo una massa propria. Qualcosa di molto diverso dall’immagine di Dio.

Via | CNET News

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