L'FBI arresta 24 hacker internazionali: operazione da 205 milioni di dollari

Arresti e manette: hacker in galera

L’FBI ha annunciato di aver arrestato 24 hacker internazionali grazie ad un certosino lavoro di infiltrazione. Uno dei dati più interessanti è l’età: una fascia compresa tra i 18 ed i 25 anni.

Secondo i dati diffusi dall’FBI gli arrestati non sono hacktivisti, ma criminali comuni con un certo gusto per la distruzione ed il vandalismo. Tra gli innumerevoli reati di furto d'identita e credenziali bancarie, infatti, va riportata anche la storia di uno degli arrestati, JoshTheGod (al secolo Mir Islam), che sembra essere parte di un collettivo di cybercriminali noto come UGNazi. Questi gentiluomini sostengono di essere responsabili della temporanea avaria di Twitter e Tweetdeck della scorsa settimana. Il team di twitter continua a negare il coinvolgimento di fattori esterni, citando come causa una catena di bug.

Al di là di questi atti di alto profilo, buoni per farsi una “fama” da hacker, i 24 arrestati sono collettivamente accusati di essere coinvolti nella compravendita di oltre 411.000 numeri di carte di credito/debito/prepagate. Nelle stime dell’FBI questo mercimonio criminale avrebbe potuto fruttare ai responsabili oltre 205 milioni di dollari - Per quanto le stime della polizia non siano generalmente molto affidabili in casi come questo.

L’FBI ha condotto nella trappola i 24 giovani creando un forum chiamato Carders Profit - un finto “porto sicuro” in cui scambiare dati illegali, stile mercato nero. La polizia federale americana non ha mai perso d’occhio le transazioni, identificando gli IP e avvisando le banche, ma continaundo l’operazione a lungo. Carders Profit, infatti, è stato messo online per la prima volta nel 2010. I precedenti - uniti alla giovane età dei sospettati - mi inducono a ritenere che l’FBI abbia catturato per lo più dei pesci piccoli e che li stia mettendo alla gogna come “terribile esempio”.

La maggior parte degli arrestati sono statunitensi, ben 11. Gli altri sono stati raggiunti in collaborazione con le forze locali in Bosnia, Bulgaria, UK, Norvegia, Germania, Giappone e anche da noi in Italia.

Foto | Flickr
Via | Reuters

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