Dropbox taglia fuori Boxopus: non ci è voluto molto

Polpo su griglia

Non è passato neppure un giorno da quando Boxopus è diventato famoso grazie ad una certa copertura mediatica. Ed è bastato questo perchè Dropbox lo tagliasse fuori dalla propria API.

In quest’era ci vuole davvero poco per essere tacciati di supporto alla pirateria, un tipo di accusa che può portare il boicottaggio delle lobby o addirittura alla costruzione meticolosa di un caso giudiziario che potrebbe farti rinchiudere in galera per 20 anni.

Il team di Boxopus non sembrava per nulla aver colto le implicazioni dell’interesse di pubblico e stampa verso il proprio servizio, capace di scaricare dei torrent direttamente nell’account degli utenti di Dropbox in modo anonimo ed indiretto, senza bisogno di altri client. Viene da chiedersi come sia possibile anche solo pensare che un’applicazione del genere possa essere usata per qualcosa di diverso dalla pirateria informatica - Per quanto, ci tengo a ribadirlo, i torrent abbiano infinite possibilità di rendersi utili senza diventare illegali.

Forse il risvolto più comico - oppure triste, a seconda dei punti di vista - della faccenda sono le dichiarazioni di Dropbox e quelle di Boxopus. Il servizio di storage online ha inviato una mail al team di Boxopus, annunciandogli la sospensione dei permessi vitali per usare Dropbox. La lettera sostiene che la presenza di alcune feature che sono “interpretabili come incoraggiamenti alla violazione del copyright” è sufficiente a farti bannare dall’API per sempre. Perchè “la violazione del copyright è contro i termini del nostro TOS”. Una lettura piuttosto "aperta"dei termini di servizio, direi.

Dall’altro lato della barricata, invece, abbiamo Boxopus, che dichiara di aver investi $30.000 nello sviluppo dell’applicazione - ma solo dopo aver spedito a Dropbox tutti i parametri d’uso ed una chiara spiegazione dello scopo del servizio, ottenendo un’inequivocabile luce verde. Anzi, la versione alpha di Boxopus non è mai stata contestata.

Insomma, da un lato era inevitabile che tutto ciò accadesse. Dall’altro, Dropbox ha fatto una pessima, pessima figura presso gli sviluppatori che collaborano con esso, presso il pubblico e persino presso le lobby del copyright - che avranno certo notato la scarsa attenzione nelle politiche di approvazione delle app di terze parti.

Foto | Flickr
Via | TorrentFreak

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