Le aziende private iniziano a combattere gli hacker con le stesse armi

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Le aziende occidentali sono frustrate e stufe della completa inefficacia delle forze di polizia, intelligence e militari nel fronteggiare l’ondata di hacking a scopo di spionaggio industriale. Secondo Reuters ci sono prove circostanziate che indicano come molti business rispondano già al fuoco col fuoco, usando metodi non proprio legali.

Il mondo della sicurezza informatica definisce queste tattiche con termini piuttosto politically correct, come “difesa attiva” e “strike-back”. In certi casi si tratta addirittura di assoldare e scatenare un contractor “mercenario” per trovare i sistemi degli hacker e impedire loro di nuocere contrattaccandoli.

Quello che gli esperti di sicurezza ripetono da anni, ovverosia puntare sulla prevenzione, si sta rivelando una tattica fallimentare. In un presente in cui chiunque può mettere le mani su metodi molto facili per disturbare la vita informatica altrui (spesso per conto di terzi, come capita con le infinite pedine volontarie di Anonymous), potrebbe non essere più sufficiente.

Alcune compagnie di cybersecurity si sono specializzate in ingannare gli hacker, piantando informazioni errate, creando le cosiddette “honeypot”, ovverosia bersagli invitanti ma completamente fasulli che distraggono l’attenzione degli assalitori. Del resto, dicono molti esperti, misure più aggressive non servono a molto. Quelli che hanno i beni da proteggere sono i clienti aziendali, gli hacker non hanno molto da perdere, specie quando sono spalleggiati dallo stato come si dice accada in Cina.

Debacle come Flame si sono fatte sentire, comunque. L’atteggiamento è cambiato. Il punto di partenza è ormai quello di ammettere che gli hacker sono già entrati ed hanno fatto i loro porci comodi: ora serve impedire che continuino, accorgendosi il più in fretta possibile del danno.

Secondo Rodney Joffe, consigliere della Casa Bianca sulla cybersicurezza, la battaglia per tenere lontani gli hacker è già persa in partenza. “C’è una ragione per la quale la gente vola attraverso mezzo mondo per intrattenere una riunione riservata che dura un’ora”. Qualsiasi altro metodo, infatti, è davvero insicuro.

Foto | Flickr
Via | Reuters

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