La Commissione Europea interviene per chiarire il problema dei cookie

European CommissionLa Commissione Europea è intervenuta nuovamente sull’annosa questione dei cookie, quei “biscottini” che possono causare – fra le tante funzioni – il tracciamento dei dati personali di chi visita un sito web. Rispetto ad altri organismi sovranazionali, l’Europa è all'avanguardia nella tutela della privacy dei cittadini: la prima direttiva dell’Art. 29, che è appena stato aggiornato, risale addirittura al 1995. Dopo quasi diciassette anni, la normativa è completa: appena in tempo per guardare al futuro. Non ne faccio dell’ironia.

I tempi della politica sono molto lunghi. Idealmente, l’amministrazione dovrebbe anticipare le evoluzioni della società. In pratica, avviene il contrario e diciassette anni – benché possano sembrare un’eternità – sono comunque meno di quelli serviti ad altre democrazie: gli Stati Uniti non hanno ancora una legislazione così precisa, in merito. L’aggiornamento dell’Art. 29 definisce in modo esaustivo come i webmaster debbano agire — affinché l’utilizzo dei cookie rispetti la volontà dei navigatori. Adesso, il problema è un altro.

La legge europea prevede che chi gestisce un qualunque sito web – inclusi i blog, ad esempio – chiarisca la politica adottata e preveda la possibilità di rimuovere qualunque informazione salvata nei cookie, leggibile da terzi. Occorre specificare se i cookie servono a salvare le preferenze di lingua, grafica, ecc. del portale sul quale si naviga oppure tracciano informazioni più invasive come l’indirizzo IP del navigatore. In questo caso, l’Europa tutela l’anonimato. Il problema è che i cookie sono appena la punta dell’iceberg.

Via | The H Security

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