La ricerca sul quantum computing ha portato a un algoritmo sui LOLcat

University of Southern CaliforniaA dispetto del titolo – parafrasato da quello di Bill Ray, il giornalista di The Register che ha trattato l’argomento – i simpatici LOLcat non sono in discussione. La notizia è molto più seria: le fotografie che ritraggono i gatti in situazioni assurde o imbarazzanti sono appena lo use case più frequente, quando la pornografia non c’entra, sui motori di ricerca. E, infatti, la novità riguarda il PageRank — l’algoritmo di Google per determinare la posizione dei risultati. È un esperimento della University of Southern California.

Il dipartimento di fisica dell’università statunitense è fra i più attivi nella sperimentazione sul quantum computing: non esistono ancora degli elaboratori quantici, però possono essere emulati con una relativa facilità. Un progetto di Silvano Garnerone, Paolo Zanardi e Daniel Lidar ha portato alla realizzazione di un algoritmo capace di rendere esponenzialmente più rapida la generazione del PageRank. L’indicizzazione di Google è considerato «il calcolo numerico più vasto» nel mondo. Il quantum computing potrebbe semplificarlo.

I ricercatori hanno implementato un sistema scalabile di poli-logaritmi che sostituisce la soluzione attualmente adottata da Google. Il risultato è anche, ma non soltanto, una ricerca più rapida dei LOLcat presenti sul web. L’aspetto interessante dell’esperimento riguarda proprio l’obiettivo: poiché la sperimentazione sul quantum computing è molto costosa, normalmente è finanziata per utilizzi militari sulla crittografia. La University of Southern California dimostra che gli elaboratori quantici potrebbero avere altre funzioni.

Via | The Register

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