Skype cerca di convincere gli utenti dell’utilità di Conversation Ad

SkypeSkype ha introdotto ieri una nuova forma di pubblicità, i Conversation Ad, orientata alle video-chiamate dal client per Windows. Instaurando una connessione alla webcam dei propri contatti, se non sono stati acquistati dei crediti, ogni tanto Skype interromperà la visualizzazione per riprodurre dei filmati pubblicitari. Un aspetto inquietante delle nuove inserzioni è il fatto che – a quanto dichiara Skype – sono basate sui contenuti delle conversazioni. Un metodo che supera l’invasività del cd. behavioural advertising sul web.

Il behavioural advertising è quella pratica di distribuzione della pubblicità che analizza le abitudini degli utenti per proporre delle inserzioni specifiche. Facebook, ad esempio, ha dovuto ritirare Beacon dal mercato: un sistema basato sullo stesso concetto. L’opzione del Do Not Track nei browser – con tutti i limiti che presenta – dovrebbe servire a escludere il tracciamento degli utenti ed evitare che gli inserzionisti utilizzino i dati sensibili per filtrare la pubblicità. Skype non sembrerebbe preoccuparsene più di tanto.

Il presupposto più “fastidioso” dei Conversation Ad è che i creditori di Skype non li visualizzeranno. Microsoft tutela soltanto la privacy di chi accumula gli Skype Credit — inutili, per le video-chiamate da internet. Non contenta, la società ha introdotto questa nuova forma di pubblicità definendola come un’opportunità per gli utenti d’arricchire le proprie conversazioni: non importa se, perché sia possibile, Skype dovrà obbligatoriamente intercettarle. Non c’è, infatti, un altro modo d’associare dei termini alle inserzioni.

Via | Skype

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