Bing ha arricchito la risposta al Knowledge Graph di Google con Qwiki

Bing ha raccolto molto seriamente la “sfida” lanciata da Google con Knowledge Graph — il primo tentativo d’implementare una ricerca semantica fra i risultati del motore. Settimana scorsa, la piattaforma di Microsoft aveva integrato i risultati da Encyclopædia Britannica: l’ultima novità è il ricorso a Qwiki. Questo è il progetto dell’omonima startup statunitense che aveva vinto il TechCrunch Disrupt 2010. Consisteva in un’enciclopedia interattiva, basata sulla riproduzione di filmati generati automaticamente da vari contenuti.

Rispetto all’idea originaria, tuttora consultabile da Qwiki Reference, il progetto è stato ridisegnato in una collezione di filmati – realizzati dagli utenti – composti dall'aggregazione di contenuti che rimandano a un argomento specifico. Insomma, l’automazione è stata sostituita da quell’intervento umano che era stato inizialmente escluso da Qwiki. Al pari di Encyclopædia Britannica, i risultati sono disponibili soltanto in lingua inglese: una caratteristica che ribadisce la strategia di Bing, “sbilanciato” sugli Stati Uniti.

È interessante confrontare i diversi approcci dei due principali motori di ricerca. Se Google predilige la costruzione di propri algoritmi, Bing adotta una soluzione definita «not invented here» — quello che, in gergo, sarebbe l’outsourcing. Entrambe le multinazionali propongono le novità in anteprima per gli Stati Uniti. Tuttavia, Google si preoccupa d’estendere le nuove funzioni al resto del mondo: Bing preferisce limitarsi ai Paesi anglosassoni. Difficile che l’integrazione di Qwiki arrivi un giorno sulla versione italiana.

Via | Bing

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