FBI bloccato da Tor, indagine su pedofilia fallisce

A quanto pare il network dell’anonimato Tor ha impedito all’FBI di portare a termine con successo un’indagine su (almeno) un caso di pedofilia. Difficile seguire le tracce di un file quando ci si imbatte in quello che è un vero e proprio “muro di vuoto”.

Non tutte le indagini riescono a scovare quell’anello debole che ha fatto chiudere le manette attorno ai polsi dei gestori del Farmer’s Market qualche mese fa. C'è anche un altro caso in cui Tor non ha salvato i delinquenti, risalente allo scorso agosto: la polizia olandese era riuscita a penetrare il network anonimo e sgominare un gruppo locale di pedopornografi. Gli scontri delle forze dell’ordine e Tor, insomma, possono risolversi in maniere molto differenti

Su queste motivazioni Karen Reilly, direttrice dello sviluppo di Tor, ha comunicato il proprio disappunto di fronte all’arrendevolezza degli operativi della polizia. “Dire che non ci sono tracce è ridicolo” ha rincarato la dose la sviluppatrice e volto pubblico di Tor.

In effetti il network ed i suoi intrattengono in continuazione rapporti con le forze dell'ordine internazionali, spiegando loro il funzionamento del network e quali vulnerabilità non correlate a Tor si possono sfruttare per aggirarlo - E si tratta degli stessi problemi che affliggono tutta la Grande Rete, nulla di fantascientifico. Tor è impossibile da affrontare direttamente: “E’ come un indirizzo. Non puoi sfondare un indirizzo, ma puoi sfondare porte e finestre di quell’indirizzo”.

L’FBI ha risposto con un commento estremamente povero di contenuti, che possiamo riassumere con un “no comment”. Il caso è venuto alla luce a causa dell’interesse del cittadino che si è imbattuto nel materiale pedofilo mesi fa. Per le leggi sulla libertà di informazione americana è stata sua facoltà chiedere informazioni sullo status dell’indagine, purtroppo arenata.

Via | Ars Technica

  • shares
  • Mail