Scandalo Wi-Fi di Google Street View: l'Inghilterra riapre l'indagine

google-maps-steetview

Si riaccendono i riflettori su Google e sullo scandalo che l'ha vista coinvolta circa la raccolta dei dati sensibili dalle reti hi-fi private non protette tramite le auto di Street View. Ad aprile il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva deciso di chiudere il caso, ma in queste ore, come anticipato settimane fa, è stata l'Inghilterra a passare all'attacco.

L'Information Commissioner's Office (ICO) ha ripreso in mano il caso e dopo aver studiato il rapporto statunitense ha deciso che è necessario un ulteriore approfondimento. Per questo ha chiesto a Google nuove informazioni relative ai dati raccolti - 600 GB tra email, foto, cronologia web e password - e alle tempistiche della scoperta da parte di Google. L'ICO vuole sapere con esattezza quando l'azienda si è accorta di questa "raccolta accidentale" e quando ha deciso di porvi rimedio, così come i tempi esatti - e la prova - dell'effettiva eliminazione di tutti i dati.

A convincere l'Inghilterra a rivedere il caso, lo ricordiamo, erano stati i particolari emersi dal rapporto diffuso da Google sull'intera vicenda, nel quale si rivelava per la prima volta che almeno un ingegnere dell'azienda, Marius Milner, già nel 2007 e nel 2008 era a conoscenza della raccolta dei dati e ne aveva parlato con alcuni colleghi.

Google, in attesa di fornire le informazioni richieste, è intervenuta pubblicamente sulla vicenda, rilasciando un breve comunicato: "siamo lieti di rispondere alle domande dell'ICO. Abbiamo sempre detto che i leader del progetto non avevano alcuna intenzione di usare quei dati sensibili e non l'hanno fatto. Anzi, non li hanno mai nemmeno guardati".

Via | The Register

  • shares
  • Mail