Facebook, i tempi della crescita sono finiti

Logo di Facebook

Sembra che nell’ultimo mese non arrivi una sola notizia positiva a casa Zuckerberg. il Wall Street Journal rincara la dose di un IPO poco entusiasmante con la dura verità: i tempi della crescita di Facebook sono finiti.

Non è cattiveria, nè una previsione di stampo astrologico della caduta di questo titano informatico, ma una semplice constatazione. Facebook sta “maturando”, perchè ha finito gli esseri umani a cui offrire il proprio serivizio ed i giochi sono pressoché fatti. Possiamo notare il trend con chiarezza nel mercato “ancestrale” del social network, gli stessi Stati Uniti d’America.

I dati di ComScore non mentono: Facebook è cresciuto del 5% in America ad aprile 2012 e rispetto ai risultati dello stesso mese nel 2011, toccando quota 158 milioni. Per darvi un’idea delle cifre, siamo giunti a questo risultato da una crescita del 24% ad aprile 2011, e dell’89% per l’aprile 2010. Siccome il 71% degli americani possiede un account di Facebook ed il restante 29% è composto da persone che non possono o non vogliono iscriversi, è ormai chiaro che il mercato del social network si è finalmente stabilizzato, salvo modifiche sostanziali.

Quella del Wall Street Journal è una storia molto attraente, comoda per dare addosso a Facebook ora che è vulnerabile. Ma la realtà dei fatti è che tutti sapevano già che si sarebbe arrivati a questo - Non a caso la strategia di Facebook punta su altre strade, come una diffusione migliore nel mondo mobile o il recentemente inaugurato app center. Cadere dalle nuvole sullo stop della crescita di un social network che è già nelle case di tutti è poco intelligente.

Finchè Facebook fornirà al mercato pubblicitario nuove maniere per raggiungere gli utenti che già ci sono, allora l’eventuale raggiungimento della “crescita zero” resterà più un giro di boa che un problema. Il fatto che dal 2008 non hanno ancora trovato una maniera concreta per monetizzare è tutta un’altra storia - ma neppure questa è una novità.

Via | Wall Street Journal

  • shares
  • Mail