Massimo Marchiori dà l'addio a Volunia

Massimo Marchiori, l'informatico ideatore del motore di ricerca Volunia, ha deciso di farsi da parte e con una lunga lettera ha annunciato l'addio alla sua creatura, lanciata nel febbraio scorso e in questi giorni oggetto di tante importanti migliorie:

Non sono più direttore tecnico di Volunia. E non solo: non dirò più una sola parola tecnica, non darò più un'idea, non contribuirò alla manutenzione ed al miglioramento né del codice che ho scritto, né degli algoritmi che ho dato al progetto, e non ne creerò mai più di nuovi. A meno che la situazione non cambi.

Il motivo di questa decisione è abbastanza semplice: qualcuno l'ha gradualmente escluso dal prendere le decisioni più importanti circa la sua creazione e, ora che Volunia è prossimo al lancio ufficiale, quel qualcuno gli ha chiesto di farsi da parte, di lasciare la direzione tecnica del progetto. "Qualcuno ha pensato che dopo tutti questi anni, lavoro e sacrifici, l'infrastruttura del progetto è pronta a partire, ora ci si può sostituire a chi ha ideato e creato questo progetto".

Nella lunga lettera pubblicata da Repubblica, Marchiori va un po' più a fondo e ripercorre tutte le tappe che hanno portato alla creazione di Volunia, spiegando di volta in volta come le sue idee di esperto del settore sono state scartate e favore delle idee di qualcuno che così esperto non era. Ed ecco quindi spiegata la grafica scadente tanto criticata dagli utenti e le scarse funzionalità del motore di ricerca, vero e proprio cuore del progetto:

Il progetto iniziale - per come lo avevo concepito già anni fa - non hai mai avuto un motore di ricerca proprietario. Il nome in codice era "metamaps", e la comprensione di tutto sta nel nome, appunto: meta. Un metalivello, perché è questa la chiave: essere su di un livello superiore, e riusare l'informazione presente nei livelli sottostanti […] il termine "motore di ricerca" attira di più, specie i non addetti ai lavori, che non "metalivello". E - contro il mio parere- è stato introdotto nel progetto l'elaborazione di un motore di ricerca proprietario. Si tratta di un motore a cui ho lavorato usando il poco tempo che mi restava dopo tutti gli altri impegni e, lo ammetto, anche controvoglia: un compromesso per il bene di un progetto. […] Ed infatti (come si è ben visto) la qualità finale non è risultata neanche comparabile, sia per il motore di per sè (in cui io non ho inserito nessuna tecnologia semantica, nè alcuna delle idee partorite in tutti i miei anni di studio sui motori), sia anche e soprattutto per gli evidenti limiti hardware: fare un motore non richiede solo algoritmi, ma anche risorse ingentissime, che una startup impegnata a fare altro non può avere.

Anche Volunia, insomma, ha sofferto - e continua a soffrire - di un problema piuttosto comune di questi tempi, specie in Italia: chi ha il potere prende le decisioni, ma spesso chi ha il potere non ha la minima idea di cosa sta facendo, né le competenze necessarie per ricoprire il ruolo che gli è stato affidato. E fino a quando questa situazione non cambierà, ovvero fino ad una nuova gestione, la rottura col progetto è definitiva:

quello che servirà sarà anche avere una visione evolutiva di un progetto che nasce e vive nel Web: per avere successo in questo ambiente, bisogna vivere Web, respirare Web, sentire il cuore che batte nella rete. Ed in tutto questo occorre essere rapidi, non perdere tempo, sapere cosa fare ed il modo migliore di farlo, prevedere cosa succederà, che problemi si presenteranno, che soluzioni adottare nel più breve tempo possibile. Nel frattempo "innovate or perish", innovare o perire.

Sul blog ufficiale di Volunia non si fa alcun riferimento all'abbandono di Marchiori, solo poche righe per annunciare precisare che il progetto continuerà senza intoppi: "Volunia è un progetto che sta crescendo e migliorando giorno per giorno con il lavoro di un team competente, appassionato e motivato e con il supporto di migliaia di utenti che credono nel nostro sogno e che ci stanno aiutando a migliorare tutte le funzionalità della piattaforma".

La domanda, a questo punto, è soltanto una: cosa si sarà nel futuro di Volunia, innovazione o fallimento?

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