Il Do Not Track di IE10 è stato già "silurato" a tempo record

La scelta di Microsoft di attivare di default il Do Not Track su IE 10 aveva già scatenato delle polemiche presso i pubblicitari, che sono subito passati alle vie di fatto - per quanto indirettamente - rendendo inutili gli sforzi di Redmond.

Il Do Not Track è un protocollo a cui le agenzie pubblicitarie aderiscono volontariamente, che non comprende la possibilità di inibire ad un browser l’invio dei nostri dati personali, ma solo quella di comunicare il nostro desiderio di non essere bersagliati di pubblicità personalizzate.

Siccome si tratta di un protocollo volontario, serve un set di specifiche alle quali aderire - E si dà il caso che tale documento sia ancora in corso di stesura. C’è voluta una settimana per modificarlo e pubblicare l’ultima versione, che mette nero su bianco l’obbligo dell’utente di attivare di sua spontanea volontà il blocco del tracking comportamentale.

Nei progetti di Microsoft, invece, IE 10 avrebbe dovuto essere installato con tale feature attivata di default. Sappiamo tutti bene che la stragrande maggioranza degli utenti non l’avrebbe mai "spenta". Molti, infatti, vivono nel completo oblio delle funzioni del proprio browser, mentre chi ne conosce il funzionamento molto probabilmente l’avrebbe tenuta comunque attiva.

Ora il piano di Redmond non può più funzionare come previsto. Con le nuove specifiche le agenzie pubblicitarie che aderiscono al Do Not Track sono autorizzate ad ignorare la flag “automatizzata” di IE 10. In poche parole: Microsoft è costretta a fare un passo indietro e disattivare il Do Not Track.

Il Do Not Track è curato da una commissione specializzata, presieduta da avvocati della privacy, sviluppatori di browser e compagnie del business online e tecnologico, con il supporto della Federal Trade Commission. Inizialmente ignorato, sta pian piano venendo accettato dalle industrie pubblicitarie e da altri grossi nomi del mondo informatico. Twitter ha recentemente proclamato di essere a favore di questo sforzo, per esempio, che tuttavia resta un compromesso estremamente conflittuale.

Foto | Flickr
Via | Wired

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