Il Do Not Track abilitato di default su IE10: i pubblicitari insorgono

donottrackL'ultima versione di Internet Explorer 10, diffusa due giorni fa insieme alla Release Preview di Windows 8, ha segnato un importante passo nella diffusione del Do Not Track, l'opzione per escludere il tracciamento delle abitudini di navigazione degli utenti già adottata da Mozilla, Twitter, Yahoo! e la stessa Microsoft per Internet Explorer 9: la novità è che in IE10 il Do Not Track è abilitato di default. Questo significa che se gli utenti non intervengono manualmente per modificare l'opzione, le loro abitudini di navigazione non potranno essere utilizzate per generare pubblicità personalizzate.

La mossa di Microsoft è stata applaudita dai tanti sostenitori del Do Not Track, Mozilla in primis, mentre i pubblicitari hanno subito iniziato a manifestare il loro dissenso. C'era da aspettarselo: Internet Explorer 10, infatti, è il primo browser ad avere il DNT attivo di default ed ora che il precedente è stato creato, altri potrebbero seguire il suo esempio, creando così un bel danno alle tante aziende che vivono proprio grazie alla pubblicità online.

Ad esprimere pubblicamente tutta la sua preoccupazione ci ha pensato la Digital Advertising Alliance (DAA), che ha visto nella decisione di Microsoft una rottura del perfetto equilibrio raggiunto da tempo: il Do Not Track opzionale era una situazione in cui vincevano tutti, da un lato gli utenti liberi di scegliere se trasmettere o meno ai pubblicitari le proprie abitudini di navigazione, dall'altro i pubblicitari stessi che potevano comunque contare su una fetta di utenti che non intervenendo per modificare l'opzione acconsentivano di default all'invio dei dati.

Microsoft, sostiene la DAA, è andata a minare quella situazione di equilibro. Quanti utenti andranno effettivamente a cambiare l'opzione attiva di default? E' inutile negare che l'utente medio installa il browser e lo utilizza così com'è, mentre l'utente più smaliziato difficilmente disabiliterà il Do Not Track. E questo i pubblicitari lo sanno, da qui l'origine della polemica. Si legge nel comunicato:

Quella decisione andrà a restringere la vastità di scelte del consumatore, invalidare i modelli di business vigorosi e ridurre la disponibilità e la diversità dei prodotti e servizi internet di cui milioni di consumatori americani godono ogni giorno senza alcun costo. La risultante confusione del mercato non gioverà affatto ai consumatori ed avrà un profondo impatto sulla vasta gamma di servizi supportati dall'advertising.

A questo proposito vogliamo ricordare che il Do Not Track non evita la trasmissione dei propri dati, ma dichiara soltanto la volontà dell'utente di non ricevere pubblicità personalizzata. Visti i molti fattori in gioco, non ultimi quelli appena espressi dalla DAA, non esistono reali garanzie che la scelta effettuata venga sempre rispettata.

Via | NeoWin

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