Twitter lavora per diventare più veloce ed affidabile


Twitter ha lavorato silenziosamente “sotto al cofano” per presentare un servizio cinque volte più veloce. Vittima illustre della modifica è il #! (nome tecnico “hashbang”) nelle URL. La Fail Whale è finalmente in via d'estinzione?

Questo cambiamento, per quanto possa sembrare strano, è più hardware che software. Quando fu introdotta nell’ormai lontano 2010, l’architettura #! aveva lo scopo di rimuovere dai server di Twitter parte del lavoro, costringendo i nostri browser a elaborare il rendering localmente tramite Javascript.

Nel frattempo i server di Twitter sono migliorati, sono diventati più numerosi e più potenti e quindi è finalmente giunto il momento di tornare ad un’architettura più tradizionale. I nostri browser ora non si sobbarcheranno più il lavoro, rallentando il tempo di rendering iniziale della pagina. Il #! era davvero irritante quando ci si trovava a cliccare sul permalink a un tweet da un sito esterno: per vederlo dovevamo aspettare pazientemente il rendering della pagina - Il testo per qualche ragione sembrava sempre in ritardo rispetto al resto.

Da questa modifica e dal post di puro engineering che il team di Twitter ha condiviso con noi oggi, impariamo anche cosa intende Twitter quando parla di velocità, grazie ad una nuova unità di misura: il “time to first tweet”, ovverosia il tempo che ci mettiamo a caricare la pagina ed essere in grado di scrivere il primo messaggio. Siccome è la prima cosa che si fa quando si accedere alla home, è un buon metro di giudizio.

Molto lavoro è stato fatto proprio per velocizzare questo “punto critico” della performance percepita dall’utente del social media: ora JavaScript è l’ultima cosa a caricare, mentre ogni altra componente si dispone per rendere il sito “interattivo” il prima possibile.

Il rollout dell’architettura sarà costante e nei prossimi giorni verrà esteso ad ogni utente. Il prossimo step, ci dice Twitter, è di ricostruire l’architettura “server side”, ovverosia quello che succede ai nostri tweet una volta arrivati al network.

Foto | Flickr
Via | Engineering Twitter | The Next Web

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