Megaupload: la Electronic Frontier Foundation torna alla carica

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E' passato più di un mese da quando il giudice americano Liam O’Grady ha stabilito che gli oltre 25 petabyte di dati degli utenti di Megaupload, bloccati dal Governo USA e conservati dalla Carpathia Hosting Inc., non devono essere cancellati. Il giudice se ne era in parte lavato le mani, rimettendo alle parti coinvolte il compito di decidere come e dove gestire quella conservazione. Ad oggi tutto tace e la Electronic Frontier Foundation (EFF) ha deciso di tornare alla carica, sollecitando per l'ennesima volta la restituzione dei file agli utenti.

In un fascicolo presentato ieri alla Corte distrettuale della Virginia, la EFF cita ancora l'esempio di Kyle Goodwin, il cronista sportivo e proprietario di OhioSportsNet che usava Megaupload per effettuare copie di backup dei suoi lavori. La chiusura del servizio ha coinciso con la rottura del suo hard disk e da quattro mesi Goodwin sta lottando senza successo insieme alla EFF per recuperare i suoi dati. Nella sua stessa situazione si trovano altre migliaia di utenti, ma questo sembra importare poco o nulla al Governo americano. Nel documento si legge:

Non si tratta soltanto delle proprietà di Kyle Goodwin, ma di quella di molti altri utenti legali di Megaupload. Abbiamo già chiesto alla Corte di implementare una procedura che consenta a tutti gli utenti di accedere a ciò che è legalmente di loro proprietà. Visto che l'uso dei servizi di cloud computing sta crescendo esponenzialmente da qualche anno a questa parte, crediamo che la Corte debba assicurarsi che questi utenti innocenti non diventino danni collaterali regolari.

Come a dire, cerchiamo di creare un precedente in vista di eventuali sequestri futuri. La decisione spetta ancora una volta al giudice Liam O’Grady, destinatario del fascicolo.

Via | EFF

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