DuckDuckGo: sempre più successo per il piccolo search engine alternativo


Abbiamo già parlato più volte di DuckDuckGo e di come “rompa la bolla” di info su misura che circonda l’utente, presentando a tutti gli stessi risultati grazie al crowd sourcing ed offrendo un solo link sponsorizzato per volta, invece di servire tonnellate di pubblicità e url “pilotate”.

Il segreto, lo dice il fondatore Gabriel Weinberg con candore, è che nessuno a DuckDuckGo sa cosa succede veramente durante una ricerca. Da un lato, infatti, la privacy degli utenti è protetta, perchè non ci sono registri sulle ricerche. D’altra parte i risultati sono ottenuti compilando informazioni di altre fonti, come Wikipedia e Wolfram Alpha.

Secondo il sito di informazione ed analisi finanziaria The Street, DuckDuckGo sta iniziando a diventare uno dei tool preferiti del mondo business e finanza. Rimarchevole, dato che il search engine è operato da due persone e 10 “contractor” (che probabilmente significa semplici freelancer temporanei).

Il lavoro di DuckDuckGo è quello di ordinare, non cercare. Il motore presenta i dati migliori già presenti sulla rete a riguardo di una data ricerca, senza pagine aggiuntive e contenuti pilotati da terze parti. Quando usiamo altri tool nella nostra ricerca interferiscono varie entità, come il search engine stesso oppure sponsor, partner commerciali o pubblicitari. Il risultato è spesso condizionato anche dai registri sull’attività dell’utente, che qui non ci sono. Unica eccezione, come detto, un singolo link per pagina, che è l’unica fonte di guadagno di Weinberg.

Per l’utente da casa è problematico e fastidioso sospettare che Google o Bing catturino i suoi dati e li conservino, anche se con lo scopo teoricamente nobile di interpretare al meglio i suoi desideri. Per l’operatore finanziario e l’investitore, questa consapevolezza è un tormento. Dati così specializzati e critici possono essere davvero pericolosi delle mani altrui.

DuckDuckGo fa un semplice rapporto, niente di social, niente tempo reale. Facendo una ricerca su una personalità o una compagnia arrivano informazioni ufficiali e stampa, con suggerimenti ad argomenti correlati. Cercando su John McAfee, bizzarro fondatore della nota compagnia antivirus, arriva la pagina della sua bio, e solo tra i suggerimenti a destra si nota un riferimento a Belize, che ci porta ad una serie di risultati che trattano le sue recenti sfortune in America Centrale. Cercando Google, appare la voce di Wikipedia ma anche le critiche rivolte alla corporation.

Il “piccolo” DuckDuckGo è un’arma piuttosto raffinata, usata da decine di milioni di persone ogni mese, e può essere localizzato ed ottimizzato per seguire i risultati nella nostra lingua. Una storia di successo per il suo fondatore, ma anche per gli utenti, ed un monito a Google e Microsoft.

Via | The Street

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