Google rivela chi richiede più spesso la rimozione degli URL dai risultati


Per la prima volta Google ha reso noto quali sono le aziende che si lamentano di più con il motore di ricerca per i contenuti che violano il copyright, richiedendone l’eliminazione dai risultati. Il cosiddetto Google Transparency Report contiene da molto le richieste di takedown di tipo governativo, ma questa è la prima volta che vengono aggiunte anche quelle di carattere privato che riguardano i diritti d’autore. Una classifica che nasconde qualche grossa sorpresa.

Google sembra eternamente impegnata a dare la caccia ai pirati dei contenuti, un lavoro che non piacerebbe a nessuno nel migliore dei casi, ma che diventa estremamente spiacevole quando ci si trova davanti a quelli “che ci provano”. Google riporta infatti di aver beccato un gigante dei media che cercava di far cancellare i link a recensioni negative dei propri show televisivi, mentre altri insospettabili attaccavano indirettamente la concorrenza sperando che Google non stesse attento.

Vale la pena notare che un simile lavoro non lo può fare una macchina, nonostante l’impiego di algoritmi: le notifiche devono essere controllate da una persona, anche se la percentuale di effettivi takedown è molto alta, circa il 97%.

Parlando di numeri, Google ha specificato di aver avuto a che fare con oltre 8000 richiedenti nel 2011. Le cifre che riguardano gli effettivi URL da rimuovere sono fantasticamente elevate. Se ci riferiamo al solo mese di aprile 2012, scopriamo che tali URL sono state 1.246.713, con 1296 richiedenti.

Al contrario di quanto potreste pensare, il sito più bersagliato dalle richieste non è il solito The Pirate Bay, ma Filestube.com.

Ma chi sono coloro che sono tanto seccati dalle violazioni del copyright da rivolgersi a Google? In cima alla lista, forse un po’ a sorpresa, c’è mamma Microsoft. In 12 mesi Redmond ha fatto rapporto su 23.463 domini, identificando 2.544.209 URL separate che infrangono le leggi sul copyright. C’è da chiedersi quanti dipendenti curino le pratiche da Google, e quale sia l’entità del personale Microsoft esclusivamente dedicato a spedire proteste.

La seconda posizione è davvero distante, ed appartiene al gigante dei media NBCUniversal: parliamo di 15.589 domini e “sole” 985.995 URL. L’odiatissima RIAA si piazza terza, con 6.903 domini e 416.731 URL. Nonostante i numeri siano “scarsini”, ricordiamo che la RIAA punta alla qualità, non alla quantità, agendo per creare più terribili esempi che segnalazioni a tappeto.

Il resto della classifica comprende tre produttori di pornografia (tra i più feroci), tre case discografiche e un’agenzia di marketing, la Marketly.

Via | Digital Trends

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