Google accusato di abuso di posizione dominante: l'ultimatum della Commissione Europea

Joaquin Almunia

La Commissione Europea ha deciso di offrire a Google un'ultima possibilità per arrivare ad un accordo sull'indagine, in corso dal 2010, che vede l'azienda di Mountain View accusata di abuso di posizione dominante in relazione al suo modo di fare pubblicità online. Joaquin Almunia, Vice Presidente della commissione che si occupa delle policy sulla concorrenza, ha annunciato di aver inviato una lettera ad Eric Schmidt, Presidente del consiglio di amministrazione di Google, offrendo all'azienda la possibilità di "proporre, entro poche settimane, soluzioni per rimediare alle quattro questioni individuate dalla Commissione, prima che quest'ultima prosegua con un procedimento formale".

Sono quattro, secondo la Commissione, le aree in cui Google avrebbe abusato della propria posizione dominante. La prima riguarda l’inclusione dei servizi di BigG nei risultati di ricerca - come Mappe, Immagini o News - che ricevono un trattamento preferenziale "essendo evidenziati in maniera diversa dai servizi offerti dai competitor" che ne risulterebbero quindi danneggiati.

La seconda questione è relativa al modo in cui Google copia contenuti editoriali - come le recensioni degli utenti per ristoranti o viaggi - dai servizi di ricerca concorrenti e li utilizza per arricchire i propri, ovviamente senza chiedere la loro autorizzazione. In questo modo, sottolinea Almunia, Google si approprierebbe dei benefici degli investimenti dei suoi competitori.

Il terzo punto riguarda il monopolio di Google sui link sponsorizzati, gli accordi tra l'azienda e i suoi partner circa i siti in cui Google pubblica annunci pubblicitari. Tali accorti, sostiene la Commissione, portano di fatto ad un'esclusiva che impedisce ad altri provider di attuare servizi di pubblicità simili. L'ultima questione ha come oggetto le restrizioni imposte da Google alla portabilità delle campagne di ricerca online dalla piattaforma AdWords ad altre piattaforme.

Google, si legge nel comunicato ufficiale, ha "ripetutamente espresso la sua disponibilità a discutere di eventuali problemi che la Commissione potrebbe avere, senza la necessità di avviare un procedimento in contraddittorio" e questo ultimatum dovrebbe servire proprio ad evitare lunghi procedimenti. A Google la scelta: presentare adeguati correttivi o lasciare alla Commissione la decisione su quali interventi imporre e con quali tempistiche.

Ora si attende il passo di Google. Ad oggi l'azienda non ha rilasciato alcuna comunicazione ufficiale, ma state pur certi che questo silenzio non durerà a lungo.

Via | The Guardian | Europa.eu

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