Falkvinge: "la Rete strappa ai potenti la capacità di riscrivere la realtà"


Rickard Falkvinge (nella foto), fondatore del Partito dei Pirati svedese, ha scritto su TorrentFreak alcune parole che invitano a riflettere:

“Immagina di essere in grado di poter scrivere tutte le notizie del mondo per una settimana. Immagina di non avere alcun limite sui tuoi contenuti e la sicurezza che nessuna delle tue notizia sia messa in dubbio. Cosa scriveresti?”

L’editoriale è ricco di spunti estremamente rilevanti per la situazione della libertà di parola ed informazione sulla rete e va a toccare un nervo scoperto: secondo Falkvinge la lotta non è del povero contro il ricco, non è neppure un tentativo di preservare guadagni da parte di alcune lobby come quella delle Major discografiche. E’ una lotta per il potere di interpretare la realtà.

L’opinionista svedese chiama questo potere “il potere della narrazione”, e riporta la memoria alla figura della Chiesa medievale, molto restia a consentire la traduzione della Bibbia dal latino - Una situazione che come tutti sappiamo si è evoluta nella Riforma e ha causato profondi cambiamenti nella cultura europea. Per rimarcare la violenza con la quale la parola stampata si è diffusa, Falkvinge cita uno statuto francese del 1535, che comminava la pena di morte a chiunque stampasse libri e la chiusura di tutte le librerie: un breve, estremo momento di follia legislativa che ben si rapporta con l'attuale panico delle autorità.

Una crisi che non riguarda i soldi, quindi, riguarda il controllo della società. Quello 0,01% che in passato deteneva tale controllo è disposto ad ogni genere di trucco per cercare di riconquistare il monopolio della capacità di comunicare. Il restante 99,9% oggi è (ancora) in grado di pubblicare le proprie idee istantaneamente ed esporle universalmente. Questo Falkvinge lo definisce "il potere di osservare, interpretare e raccontare la propria storia", un riflesso di quello che abbiamo potuto intravvedere sin dai tempi di Gutenberg, un potere che non è semplice da gestire per nessuno.

Dal mio punto di vista il “pirata” scandinavo esprime bene una rivoluzione delle nostre percezioni: i governi di tutto il mondo stanno venendo a patti con i social media e non si tratta di un processo facile. Ci sono ingredienti esplosivi nella miscela, più o meno espressi e potenti. Dove da noi in Italia il malcontento prende la forma della tanto vituperata “antipolitica”, ma altrove ha preso letteralmente fuoco come Primavera Araba, come rivolta armata. Anonymous ha guadagnato un posto nella classifica dei 100 più influenti di Time, in Cina sono disposti ad arrestare e portare cyber-attacchi contro aziende estere per silenziare gli oppositori, in USA si rischiano anni di carcere per la pirateria informatica. Sono tutte sfaccettature della stessa situazione, tutti risultati della lotta per il "potere della narrazione".

Foto | Flickr
Via | TorrentFreak

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