Il furto di codice sorgente non è affatto un reato negli Stati Uniti

Goldman SachsIl programmatore Sergey Aleynikov, risolto il contratto con Goldman Sachs, accettò una nuova occupazione: portati con sé i sorgenti della piattaforma che aveva realizzato, fu arrestato e condannato per furto. Giunto alla corte d’appello degli Stati Uniti, il processo è stato ridiscusso e Aleynikov è libero. È discutibile il perché.

Quando in febbraio il giudice aveva disposto la scarcerazione di Aleynikov, sembrava che fosse stata accolta la deposizione dell’imputato: il programmatore sosteneva d’aver trasferito dei componenti open source, non soggetti a brevetto da Goldman Sachs. Depositata la sentenza, emerge un motivo diverso. Il software non si può rubare.

Aleynikov è ritenuto responsabile della sottrazione indebita di codice, però – non essendo possibile un trasporto “fisico” – quest’ultima non può essere trattata al pari del furto di beni mobili. L’ordinamento giuridico statunitense prevede lo stare decisis: altri magistrati potrebbero considerare nulli i processi sul file sharing.

Via | The Guardian

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