L'ex "Zar" antiterrorismo: "Ogni grande azienda in USA già vittima degli hacker cinesi"


In un’intervista a Smithsonian Magazine, Richard Clarke (nella foto) ha parlato di fatti scomodi e proposto due teorie decisamente inquietanti quanto sensate e razionali. Per prima cosa, ha affermato che Stuxnet è stata sicuramente il frutto di un progetto americano. Secondo, che ogni corporation o azienda importante d’America è stata già abbondantemente violata e derubata dagli hacker cinesi.

Clarke è stato lo "Zar" dell’anti-terrorismo di tre presidenti degli Stati Uniti ed è famoso per aver avvisato l’amministrazione Bush dell’imminenza degli attacchi dell’11 settembre senza ottenere alcuna attenzione. Le sue parole, quindi, hanno il peso di veri e propri mattoni, una Cassandra che nessuno può permettersi di ignorare.

Per chiarire bene la gravità della situazione dipinta da Clarke è necessario prendere in considerazione l’affare Stuxnet: questo malware è ormai famoso, siccome è il protagonista di quella che finora è la più grande storia di spionaggio dei nostri tempi. Stuxnet è riuscito a penetrare a Natanz, la base di ricerca che alberga le centrifughe iraniane che separano l’uranio-235 necessario alle armi atomiche, e a danneggiarla mandando nel caos i meccanismi di controllo. Un’arma che prova senza dubbio quanto un virus informatico sia un pericolo nel “mondo reale”.

Clarke è sicuro che Stuxnet sia stato una creatura statunitense, che dimostra la propria paternità grazie ad un modus operandi che l’ex Zar definisce come “generato dagli avvocati”, un misto di precisione e paranoia che, almeno in fase di pianificazione, dovrebbe evitare i danni collaterali.

Le conclusioni sono quindi che gli Stati Uniti sono in grado di passare all’offensiva nel cyberwarfare in modo efficace e potente. Quello che preoccupa Clarke (e chiunque altro segua l’argomento della guerra sotterranea tra hacker e governi) è che la stessa attenzione non è mai stata data alla difesa. Tutti in Occidente vivono sapendo che ogni giorno i criminali sovvenzionati dalla Cina e da altri governi-canaglia rubano i nostri segreti civili e militari, sabotano le nostre linee di produzione, vendono le nostre informazioni al miglior offerente. Secondo Clarke non esiste una realtà civile o governativa di una certa importanza che non sia stata già vittima in questa guerra.

Pochi giorni fa ho scritto dei sospetti su Huawei, ed è inutile dire che Clarke è perfettamente convinto che si tratti di una realtà. Virus, trapdoor e Trojan potrebbero essere impiantati nei prodotti informatici e tecnologici cinesi e presenti nelle nostre case, magari già attivi. Al di là del pericolo di tipo militare e civile, l’ex-Zar parla di una minaccia più realistica ed insidiosa di qualsiasi scenario da wargame: una vera e propria “morte dei mille tagli” commerciale, in cui ogni proprietà intellettuale delle aziende americane (e di converso occidentali) finisce in mano ai cinesi il giorno in cui è inventata. “Non è possibile competere sul mercato in queste condizioni” dice Clarke “Qualcuno mi ha chiamato Cassandra, ed io sono andato a rileggermi la mitologia - E’ abbastanza noto come alla fine dei conti Cassandra avesse ragione su ogni cosa”.

Foto | Flickr
Via | Smithsonian Magazine | IT World

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