London Web Summit 2012, Niklas Zennström e Skype

skype zennstrom londono web summitPopulis è stato media partner del primo London Web Summit 2012: tra gli speaker di lunedì 19 marzo c'è sicuramente da dire qualcosa su Niklas Zennström, fondatore di Skype insieme a Janus Friis. Fondatore di Skype ma non solo, tornando indietro nel tempo a una decina d'anni fa i due erano anche le menti dietro al sistema peer to peer di KaZaA.

A LWS12 un paio i punti rilevanti nell'intervento di Zennström al London Web Summit. Il primo, sulle origini di Skype, che di base era nata come interfaccia di programmazione per servizi peer-to-peer generici e solo successivamente fu licenziata per i servizi di telefonia. Più interessante ancora come e dove investa oggi Zennström, uno che qualche soldino da parte con la vendita di Skype a Microsoft del 2011 l'ha messo: sia lui che Friis avrebbero incassato circa un miliardo di dollari dalla vendita del più usato sistema VoIP al mondo. Con il fondo Atomico Zennström cerca investimenti in Paesi in rapida crescita e nei mercati emergenti.

Perché non in Europa e America? Perché dalle nostre parti e negli States il settore tech è diventato un mondo molto affollato e quasi "fashion". Mentre noi cerchiamo l'app social perfetta, le nazioni del mondo dove il web è esploso in questi ultimi anni - pensate solo al Brasile, un eldorado web - vedono ritmi di crescita vorticosi in ben altri settori. Infatti dove ha messo qualche soldino Niklas? In un servizio web che offre la consegna di autoricambi. Proprio in Brasile: certo, decisamente poco di tendenza, poco luccicante: ma altamente redditizio e con percentuali di crescita annuali a tripla cifra. Atomico ha deciso di investire in Connect Parts 8,7 milioni di dollari. Senza trascurare un business che va alla grande in un Paese in crescita demografica, con 2,9 milioni di dollari investiti nello store online Bebê Store, tutto dedicato a bambini e mamme.

Niklas ne aveva parlato anche a Davos con Pete Cashmore - su Scribd la trascrizione dell'intervista -

C'è un tratto comune nelle start up dove investi?
Sì penso di sì, nei loro fondatori per esempio (...) certe volte per scherzo dico "Siamo noi il resto del mondo". Noi non siamo la Silicon Valley. Io sono svedese, la nostra sede è a Londra. E quel che vediamo ora è un mare di opportunità, ma al di fuori della Silicon Valley

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