L'esodo da Google Maps: per molti siti e servizi è troppo caro


Noi siamo abituati a ritenere l’uso di Google Maps qualcosa di scontato, gratuito. Lo stesso potrebbe non esser più vero per migliaia di imprese in tutto il mondo che finora vi riponevano un’implicita fiducia: da qualche mese Google Maps ha iniziato ad imporre una gabella agli utenti commerciali importanti. Le aziende ne sentono il peso al punto da aver iniziato un esodo silenzioso verso progetti open source.

Per una volta mi sento di spezzare una lancia a favore di Google: sviluppare e mantenere un servizio complesso come Google Maps non è mai stato economico ed è estremamente difficile convincere un cliente a pagare quando fino a quel momento tutto è stato regalato. Eppure quando immobiliari e servizi geografici hanno visto recapitare il conto, la sorpresa deve essere stata agghiacciante, dato che le cifre ora possono arrivare anche ai cinque zeri.

L’aumento dei costi di Google Maps, che comunque era già a pagamento per le compagnie di grandi dimensioni, non va a colpire nè gli utenti nè le imprese che vogliono molto poco da Google, come ad esempio una pizzeria che desidera essere segnalata. Il servizio inizia a costare da una media di 25.000 accessi alle mappe al giorno per almeno quattro mesi.

L’esempio più eclatante della “migrazione” è Foursquare, che mal avrebbe potuto sostenere i costi di servizio. Il social game da febbraio ha dichiarato di volersene andare su OpenStreetMap, un progetto simil-wikipediano in cui gli utenti stessi contribuiscono a fornire dati geografici. Anche Apple sta operando una metamorfosi del genere, almeno a giudicare dal fatto che almeno un’applicazione ufficiale di Cupertino, iPhoto, usa questo servizio e non Google Maps. Sono solo i nomi più grossi di una schiera di imprese piccole o grandi che non possono o non vogliono pagare per il servizio.

OpenStreetMaps, che è piccolissimo in confronto a Google, è lusingato dall’attenzione ma mal preparato ad accogliere l’influsso di visite che si prospettano all’orizzonte. Il canto della sirena dell’Open Source in questo caso è più che sufficiente ad attrarre giganti commerciali, dato che creare un’infrastruttura personale in questo ambito sarebbe impensabile - mentre quella di OpenStreetMaps è infinitamente migliorabile ma già pronta e presente.

Una cosa è assolutamente certa, nonostante la ribellione di alcuni clienti, i servizi di Google Maps continuano a crescere, e sono assolutamente indispensabili per gli utenti mobile, dato che la geolocazione rende uno smartphone davvero utilizzabile. Se le alternative diventeranno concorrenziali, dato che il mercato è molto giovane ne guadagneremo tutti.

Via | New York Times

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