Lifebrowser, una ricerca di Microsoft per trovare il proprio passato

Lifebrowser, un progetto di Microsoft Research, è un sistema per la navigazione attraverso le attività online od offline effettuate con Windows: dalla raccolta di fotografie alla cronologia del browser. È una specie di Timeline – il nuovo profilo di Facebook – che analizza tutte le informazioni disponibili sull’account d’un utente.

È stato creato da Eric Horvitz, un ricercatore di Redmond: Lifebrowser può essere un’intuizione geniale o un incubo. La tecnologia, infatti, è capace di ricostruire la vita degli individui — dalle attività del computer. A grandi linee, sarebbe una visualizzazione privata delle operazioni normalmente effettuate dalla polizia postale.

Gli hard disk di chi è indagato per un reato penale sono analizzati dagli inquirenti, alla ricerca dei documenti cancellati. Lifebrowser rintraccia e inserisce sulla propria linea temporale addirittura le e-mail inviate: potrebbe accedere alla cronologia dei download, agli indirizzi assegnati alla macchina dal router o quant’altro.

Horvitz ha concepito un progetto ambizioso e affascinante. È altrettanto curioso quanto il passato, in un mondo che “brucia” il presente e guarda al futuro, abbia ancora tanto interesse per i ricercatori: Timeline – fortemente voluto da Mark Zuckerberg – è basato sullo stesso principio. È un catalizzatore di informazioni personali.

Quanto ricordiamo del tempo passato al computer e quante attività riguardano la nostra esistenza nel mondo reale? Domande alle quali Lifebrowser può rispondere. Essendo una ricerca, potrebbe restare a Redmond e non essere mai proposto ai consumatori. Forse, perché ha un valore ancipite: c’è il rischio che riveli qualcosa di scomodo.

Personalmente, ossessionato dalla “pulizia” delle mie attività in rete, rischierei d'impazzire davanti a Lifebrowser. La quantità di dati raccolti e archiviati, peraltro, influirebbe sulla cd. information overload — evidenziando sulla linea temporale delle informazioni irrilevanti. È una tecnologia più potente di quanto servirebbe.

Via | Technology Review

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