Facebook, vicino alla quotazione, non ha considerato il Do Not Track

Do Not TrackFacebook, tra i cinque siti più visitati al mondo, in prossimità della quotazione in borsa continua a rifiutare il Do Not Track: l’opzione contro il tracciamento dei dati personali. Electronic Frontier Foundation (EFF) ha analizzato il perché, concludendo che il social network funziona da tracker per alimentare il proprio business.

Non è certo una novità che Facebook basi la propria esistenza sulle informazioni fornite dagli utenti. EFF ricorda che, soltanto nel 2011, il social network ha guadagnato $3,15 miliardi di $3,71 dalla pubblicità. Beacon – il contestato sistema di behavioural advertising – è stato abbandonato nel 2009, ma l’atteggiamento è invariato.

Il Do Not Track è composto di due elementi: uno lato-client, sul browser degli utenti, e uno lato-server. Se il secondo non è previsto, l’opzione ha un valore relativo. Quanto a Facebook, il Do Not Track inibisce il tracciamento — mentre l’utente è disconnesso dal social network: tuttavia, se si è connessi a Facebook, non funziona.

Via | EFF

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