Yahoo fa causa a Facebook per violazione di 10 brevetti

YahooLogoNuovi guai per Facebook, in parte anticipati qualche giorno fa dal New York Times: Yahoo, dopo aver chiesto al social network il pagamento relativo ad alcuni brevetti, ha deciso di procedere ed ha intentato una causa legale contro l'azienda di Palo Alto. Sarebbero almeno dieci le tecnologie sottoposte a brevetto da Yahoo ed utilizzate da Facebook da anni a questa parte, dal sistema delle inserzioni al News Feed, passando per le impostazioni della privacy.

Yahoo! ha investito risorse sostanziali nella ricerca e nello sviluppo nel corso degli anni, molte di queste sono sfociate in diverse tecnologie brevettate che altre aziende sono state autorizzate ad utilizzare. Queste tecnologie sono alla base del nostro business che coinvolge ogni giorno più di 700 milioni di visitatori unici al mese e rappresentano lo spirito di innovazione intorno al quale Yahoo! è stato costruito. Sfortunatamente la questione con Facebook è rimasta irrisolta e ci siamo visti costretti a rivolgerci alla corte federale, sicuri di uscirne vincitori. L'intero modello di Facebook, che permette agli utenti di creare profili per e attraverso i quali connettere, tra le altre cose, persone ed aziende, è basato su tecnologie di social network brevettate da Yahoo.

Yahoo, nelle 19 pagine consegnate alla corte federale di San José, in California, ha sottolineato che Facebook per troppo tempo a beneficiato gratuitamente della sue proprietà intellettuale e che il solo pagamento delle royalty non sarà sufficiente. Yahoo chiede anche i cosiddetti "treble damages" (un'ulteriore pena pecuniaria, fino a tre volte l'importo del risarcimento, che il giudice può stabilire nel caso in cui la parte inadempiente abbia compiuto atti di prepotenza, abbia agito in malafede o con l'intenzione di danneggiare l'altra parte) e il divieto di continuare ad utilizzare tali brevetti.

Facebook, al momento, ha preferito non commentare pubblicamente la questione, se si esclude quanto già dichiarato nei giorni scorsi: "ci difenderemo energicamente contro queste sconcertanti azioni". La parola, ora, spetta ai giudici della corte federale di San José.

Via | AllThingsD

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