ICANN propone un riassunto dello “stato dell’arte” di IPv6 nel mondo

ICANNRéseaux IP Européens Network Coordination Centre (RIPE NCC), il registro regionale europeo di internet per l’assegnazione degli indirizzi, è in testa alle statistiche di penetrazione del protocollo IPv6. Esauriti gli indirizzi disponibili su IPv4, nell’ultimo anno i Regional Internet Registry (RIR) si sono dovuti aggiornare a IPv6.

Mentre i Paesi scandinavi guidano la classifica, l’Italia – che, pure, dipende da RIPE NCC – non è neppure citata: i provider italiani non sono ancora pronti a effettuare il passaggio a IPv6. Stando agli ultimi dati dell’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), APNIC – il registro americano – è al 17% del totale.

RIPE NCC segue al 15% con LACNIC, il registro sudamericano: l’eccellenza europea non è nella competizione tra i registri, ma sui singoli Paesi. Nei primi venti ad adottare IPv6, 12 appartengono a RIPE NCC e 7 sono tra i primi dieci. Esclusa l’Italia, ovviamente: presto, l’indifferenza del nostro Paese a IPv6 avrà delle conseguenze.

Via | ICANN

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