Il web non ha danneggiato la televisione e sono cresciuti i profitti

Google TVInternet non ha diminuito la fruizione dei broadcaster televisivi: è il risultato delle statistiche sull’audience dei medium “tradizionali” negli ultimi vent’anni. Dalla nascita del web a oggi. La ricerca si riferisce al mercato statunitense, ma – nonostante le differenze con l’Europa e l’Italia – i dati non dovrebbero discostarsi.

Todd Juenger, vice-presidente di Bernstein – una società d’analisi di Wall Street – ha riassunto in alcune slide le statistiche sugli investimenti pubblicitari che riguardano la televisione. Dal 1990 al 2010 la TV ha perso diversi spettatori, però gli introiti sono aumentati. Sono altri i medium che hanno subìto la crescita del web.

L’editoria, ad esempio, ha “bruciato” $28 milioni miliardi di profitti soltanto dal 2005: la radio ha perso appena $5 milioni miliardi. Eppure, nello stesso periodo di riferimento, la televisione ha guadagnato $3 milioni miliardi — mentre il web ne ha acquisiti $13. Diverse, invece, le cifre relative al tempo speso sui vari medium: la TV inizia a risentirne.

Gli Statunitensi passano due miliardi di ore al mese guardando i contenuti in streaming su Netflix. Tuttavia, in Italia il servizio non è raggiungibile. Azzardare un paragone sarebbe inutile. Più in generale, comunque, il web e la televisione “crescono” insieme: le ambizioni di Google TV sono un’utopia, non solo per gli insuccessi.

Il mercato che subisce davvero l’aumento dell’audience del web, sempre in riferimento ai filmati, è quello dei DVD: Amazon, iTunes, Netflix ne stanno “uccidendo” la distribuzione. Un dato particolarmente significativo anche in Italia: Blu-ray e HD DVD non arrivano al 30% d’un mercato, quello dei supporti ottici, destinato al crollo.

Non è casuale che tanto sul web, quanto per la televisione i supporti di registrazione siano gli hard disk: il DVD non ha mai “sfondato” sugli home theatre. E, da questo punto di vista, persino le console potrebbero abbandonarlo. Steam, la piattaforma di Valve per l’acquisto dei videogiochi, potrebbe produrre una console senza DVD.

Via | AllThingsD

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