I fratelli tedeschi che clonano il Web, guadagnandoci pure

I fratelli tedeschi che clonano il Web, guadagnandoci pure

I bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano.

Quando Pablo Picasso pronunciò la frase qui sopra, probabilmente non si sarebbe mai aspettato di vederla diventare una delle più ricorrenti all'interno dell'industria tecnologica, dal giovane Steve Jobs fino ai giorni nostri. Eppure c'è chi proprio negli ultimi anni ne ha fatto un vero e proprio modello di business, come ci racconta la storia pubblicata sulla newsletter settimanale Wikli (curata dal nostro Marco Magnocavallo).

Parliamo di tre fratelli tedeschi, emigrati nel 1996 negli Stati Uniti per apprendere i segreti della Silicon Valley, dove rimangono per alcuni tempi raccogliendo informazioni e intervistando aziende per pubblicare la loro tesi di laurea sulle startup in California. Finiscono il lavoro, tornano in Germania, dove iniziano un vero e proprio lavoro di taroccaggio ai danni dei grandi del Web: la prima a subire il trattamento è eBay, che si ritrova costretta a comprare il proprio clone made in Germany Alando per ben quaranta milioni di dollari. È dunque un modello che funziona, e i fratelli Samwer ci prendono gusto.

Tra i loro "lavori" di copia che farebbe invidia ai migliori taroccatori cinesi troviamo infatti Citydeal, comprato da Groupon, eDarling (eHarmony), Cember.net (Xing), GratisPay (SponsorPay), MyVideo (ProSieben) e i vari Pinspire (Pinterest), Glossybox (BirchBox), Wimdu (AirBnb), Zalando (Zappos), Plinga (Zynga) e Bamarang (Fab). Un giro d'affari che tra moneta sonante e quote nelle società acquirenti frutta ai tre fratelli milioni e milioni di dollari, lanciandoli nell'Olimpo del Web grazie alle loro perfette copie di piattaforme famose, in alcuni casi davvero scandalosamente uguali.

Chi crede nel Karma però, sarà contento di sapere che gli stessi Samwer stanno subendo lo stesso trattamento da loro riservato alle altre aziende: alcuni pezzi grossi della loro società Rocket Internet ne sono infatti usciti per lanciarsi sul mercato con Oryx-Project, ovviamente un clone spudorato di Rocket Internet. Una vera e propria guerra dei cloni.

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