La Blizzard licenzia 600 dipendenti


I tempi sono duri per tutti, persino per una delle software house più stimate e tentacolari del mondo online: la Blizzard licenzia ben 600 dipendenti. E’ possibile ipotizzare che si tratti di addetti al customer support, un tempo un vero e proprio fiore all’occhiello della Blizzard.

Non sono mai stato uno di quelli che hanno dedicato mesi o addirittura anni di serate in disperati raid, coordinando una dozzina di pazzi per avere sempre l’abilità giusta al momento giusto, però un po’ come tutti ho tutt’ora amici che si dilettano di World of Warcraft. Le ultime testimonianze, per “spannometriche” che possano essere, è che il customer service ultimamente non è più quello di una volta. I ticket vengono ignorati o talvolta viene risposto che il problema non sarà affatto risolto.

Ed ora arriva la notizia di questi 600 licenziamenti, che la Blizzard si è affrettata a chiarificare non sono stati apportati ai team che si occupano di Starcraft 2, Diablo 3 o WoW: Mists of Pandaria. Restano ben poche altre possibilità al di fuori del servizio clienti, che ultimamente è stato anche soppiantato in maniera crescente da procedure automatizzate.

Il comunicato di Blizzard è stato volutamente poco chiaro e conciliatorio, come accade in questi casi “[…] a volte dobbiamo prendere decisioni difficili per mantenere al meglio la salute della compagnia. E questo è uno di quei momenti.” Difficile dire se si sia trattato di un tentativo di essere politically correct, ma il tono di Mike Morhaime (presidente della Blizzard) ha dato l’impressione che l’azienda non è attualmente in condizioni perfette. Secondo i suoi apprezzamenti, di fatto, alcuni dipartimenti avevano troppo personale ed andavano ridimensionati - In modo piuttosto radicale, direi.

Via | The Verge

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