Facebook è efficace a diagnosticare la depressione negli adolescenti

Facebook TimelineFacebook è uno strumento efficace per la diagnosi tempestiva della depressione. È la teoria della Dott.ssa Megan Moreno, membro dell’American Psychiatric Association (APA), supportata da uno studio effettuato tra duecento studenti universitari nell’arco dell’ultimo anno. La percentuale d’individui potenzialmente depressi è elevata.

Rispetto ad altre ricerche, l’indagine della Dott.ssa Moreno non intendeva analizzare il rapporto tra l’utilizzo dei social network e la depressione. Lo studio ha monitorato gli aggiornamenti di stato degli studenti per rintracciare sintomi legati a possibili patologie psichiatriche e quasi il 30% di essi è corrisposto ai requisiti.

La ricerca è partita dal presupposto che gli studenti universitari attraversano – in una percentuale tra il 30% e il 40% – un periodo di crisi, potenzialmente depressiva, una volta all’anno. I risultati della Dott.ssa Moreno sembrano ricalcare queste cifre: riconoscere i sintomi, da quanto è pubblicato su Facebook, sarebbe d’aiuto.

Un esempio è quello di Amanda Cummings, una ragazza di quindici anni suicidatasi il 27 dicembre scorso: già il 1 dicembre aveva manifestato l’intenzione d’uccidersi con un aggiornamento sul social network. Se qualcuno ne avesse parlato ai genitori e la Cummings fosse stata accompagnata da uno specialista, forse sarebbe ancora viva.

Facebook collabora dal 2007 con la National Suicide Prevention Lifeline statunitense, eppure simili episodi continuano a verificarsi. Lo studio della Dott.ssa Moreno ha accertato che appena il 10% dei soggetti a rischio è ricorso davvero all’aiuto di uno specialista. Il grosso problema è come effettuare il controllo degli individui.

Per redigere la ricerca della Dott.ssa Moreno, infatti, agli studenti è stato chiesto un esplicito consenso ad aggiungere gli psichiatri tra i propri amici di Facebook. Tuttavia, non è credibile che una clinica possa fare altrettanto con tutti gli iscritti al social network. Perciò il ruolo dei genitori è, comunque, insostituibile.

Via | The New York Times

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