Google Music non raggiunge le aspettative: allarme delle Major discografiche


CNet ha pubblicato oggi un articolo su come Google Music non stia affatto raggiungendo le aspettative, deludendo così le Major discografiche che vi hanno finora aderito.

Google Music è un servizio che consente di caricare la propria collezione di tracce musicali online, per poi condividerle dalla nube con tutti i propri apparecchi. Ha anche il suo store musicale, ed ottimi prezzi per comprare nuova musica. Non manca neppure il supporto dell’industria musicale, con 4 delle Major a spalleggiare il servizio - delle big manca solo il nome importante della Warner.

CNet fa sapere che è proprio l’industria musicale a dimostrare perplessità per le scarse adesioni al servizio e le vendite non proprio stellari: un primo campanello d’allarme rivolto al partner commerciale Google. Secondo la popolare rivista online, con 200 milioni di smartphone e tablet dotati di Android il bacino di utenza di Google Music dovrebbe risultare piuttosto ampio. Su questo punto, come può testimoniare qualsiasi europeo, CNet si sbaglia, dato che Google Music è disponibile solo negli Stati Uniti. Ritengo che sia per forza difficile sfondare su un mercato domestico già invaso da alternative più o meno popolari, in cui Android fronteggia Apple ed Amazon a muso duro.

Se poi aggiungiamo a questo il fatto che Google Music è stato lanciato da poco più di tre mesi, il quadro si configura su una luce completamente diversa: un mercato ristretto e competitivo, un solo trimestre di tempo - è davvero difficile aspettarsi da un prodotto del genere di conquistarsi una fetta di mercato significativa. Se davvero le Major stanno facendo pressioni su Google, si tratta di una chiara mancanza di realismo da parte di un'industria che annaspa ciecamente alla ricerca di un modello commerciale rinnovato. Su un punto, però, potrei trovarmi d’accordo con le critiche mosse a Mountain View: Google non si è sforzata molto di pubblicizzare Music, non ne ha fatto neppure lontanamente una punta di diamante della propria line-up mobile. Il silenzio è così perfetto che le possibilità sono due. O come al solito Google ha lanciato un servizio per poi far scemare il proprio entusiasmo fino a rischiare di far sparire tutto in cantina, oppure sta pianificando qualcosa di grosso, magari con l’aiuto dei 17.000 patent di Motorola.

Quale sia il piano di Mountain View, credo che sia chiaro ed evidente a tutti che la priorità sta nell'espandere il servizio al resto del mondo il prima possibile. Se ciò non avverrà, dato il nervosismo delle case discografiche si può prevedere che Google Music naufragherà miseramente prima di un anno.

Via | CNet

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