#Next12 - George Dyson: evoluzione ed innovazione

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Lea da Berlino ci annuncia i prmi speaker confermati per Next12, l’edizione annuale della conferenza hi tech tedesca che si tiene dall’anno scorso a Berlino, capitale europea dell’universo startup. Spicca il nome di Steve Souders, Head Performance Engineer presso Google e di George Dyson, storico della tecnologia e membro di EDGE (qui il suo profilo per vedere le sue presentazioni a TED). Gabriele ha tradotto da qui per voi qualche stralcio da un’intervista recente con Dyson: scorsi interessanti che si incrociano di rado tra le notizie hi tech perfino in lingua inglese.

The European: La sfida non è tanto quella di raccogliere informazioni, quanto quella di dargli un senso?
Dyson: Esatto. Oggi viviamo in un mondo in cui l’informazione è potenzialmente illimitata. L’informazione costa poco, ma darle senso è costoso. E dove si trova il senso? Solo gli esseri umani sanno dire dove si trova. Noi prendiamo il senso delle cose dalla nostra mente e dalle nostre stesse vite.

The European: Questo ci riporta alla indeterminazione e alla complessità della mente umana. I computer potranno mai sostituirla?
Dyson: Potrebbe essere. In fondo nel quindicesimo secolo c’era la visione, arcaica, che la mente umana fosse in posizione diametralmente opposta a quella di Dio, con in mezzo nient’altro che alcuni angeli. Ma è un’idea alquanto bizzarra, in quanto tutte le altre gerarchie in natura si compongono su più livelli, di sfumature. Io penso che sia più probabile che esistano altri livelli cerebrali, per quanto non penso somiglino a come potremmo immaginarli, cioè come un computer. E poi la gente va già in giro - e in quel senso partecipa a una forma di calcolo distribuito - facendo quel che gli dice di fare il loro iPhone. Solitamente siamo abbastanza felici di questa dominazione.

The European: Io resto ancora scettico sulla possibilità che un computer possa essere più di un’estensione del cervello umano. È difficile pensare a come i computer potrebbero emergere come entità creative e capaci di immaginazione nel prossimo futuro.
Dyson: Dobbiamo solo aspettare e stare a guardare. Ma non sono affatto sicuro che i computer siano solo strumenti. Quando guardi il tuo iPhone in cerca di un’indicazione stradale, sei tu che stai chiedendo all’Iphone dove andare o è il tuo telefono che te lo sta dicendo? Non si riesce a tracciare una linea netta che divida l’attivo e il passivo in questo scambio di informazioni. Se una forma di vita extraterrestre arrivasse sulla Terra, potrebbe convincersi che esiste una forma di intelligenza incorporea che ordina a dei corpi di girare a destra o a sinistra. È una forma di simbiosi che lavora in maniera biunivoca.

The European: Ora la questione è: quando il progresso, è un progresso positivo?
Dyson: Esatto. E in che modo possiamo tenere in vita la nostra diversità? Sarebbe una vera vergogna veder svanire qualcosa come l’intelligenza umana, sviluppata in un arco di tempo tanto lungo e a un prezzo carissimo. Ho passato buona parte della mia vita nella natura selvaggia costruendo kayak. Credo che dovremmo proteggere la nostra intelligenza applicata all’autosufficienza individuale - quello che ti servirebbe per sopravvivere in un ambiente ostile. Pochi di noi vivono ancora vite in cui applicano quel tipo di intelligenza. Non è necessariamente una cosa cattiva, ma dobbiamo essere molto cauti a non cadere in forme di dipendenza da altre forme di intelligenza. Sono uno storico della scienza, credo nella conservazione del passato.

 
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    bellissima questa intervista Scritto il Date —