Facebook e la sua policy per i contenuti "adulti"

Facebook e la sua policy per i contenuti "adulti"Nei giorni scorsi c'è stata una serie di polemiche legata alle politiche di Facebook nella gestione dei contenuti per adulti, o comunque in generale ritenuti in grado di offendere o impressionare una parte degli iscritti al social network, dove ricordiamo la presenza dei minori di 12 anni è vietata.

Il tutto è partito dalla protesta di un gruppo di mamme che si sono viste eliminare le loro foto perché ritraenti l'allattamento del neonato: a fare da discriminante non è stato il soggetto in sé, ma la presenza di capezzoli all'interno delle immagini. Ma c'è qualcosa di strano nelle stesse politiche di Facebook, come sembra testimoniare un documento trapelato citato dal Guardian: se le foto coi capezzoli delle mamme sono vietate, non lo sono infatti quelle ritraenti "animali che mangiano o cacciano come accade in natura". Allo stesso modo, tutti i liquidi corporei - eccetto lo sperma - sono permessi finché nella stessa immagine non compare anche un essere umano.

Ma le cose più strane devono ancora arrivare: foto di persone che fanno uso di marijuana sono permesse, mentre non lo sono quelle di persone ubriache o incoscienti, mentre sono addirittura pubblicabili ferite profonde e parti del corpo rotte, a patto che non vengano mostrate le interiora della persona. Parte delle foto segnalate vengono trattate in outsourcing dalla società oDesk, che si occupa appunto di deciderne la rimozione o il mantenimento sulla piattaforma del social network. Il manuale di cui parlavamo sopra arriverebbe infatti proprio da un impiegato di tale azienda stufo di essere maltrattato: si tratta di Amine Derkaoui, marocchino di 21 anni che ha dichiarato anche di essere pagato 1$ all'ora per questo tipo di lavoro. Ed ecco come ha reagito Facebook a tutto tramite un portavoce:

"Per processare in modo rapido ed efficiente milioni di segnalazioni che riceviamo ogni giorno, abbiamo deciso di appoggiarci a società esterne per effettuare una classificazione iniziale di una piccola parte dei contenuti segnalati. Queste società sono soggette a rigorosi controlli di qualità e abbiamo implementato diversi livelli di tutela per proteggere i dati degli utenti che usano il nostro servizio.

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Inoltre nessun altra informazione viene condivisa con terzi oltre ai contenuti in questione e alla fonte della segnalazione. Abbiamo sempre gestito internamente le segnalazioni più critiche e tutte le decisioni prese dalle terze parti sono soggette a verifiche approfondite.
I nostri processi vengono migliorati costantemente e i fornitori sono monitorati su base continuativa. Questo documento fornisce una fotografia dei nostri standard applicati a uno dei nostri fornitori. Ulteriori informazioni qui www.facebook.com/communitystandards"

Proprio a proposito di foto con ferite e interiora, nei giorni scorsi avrete sicuramente visto girare la foto di quello che veniva ritratto come uno stupratore brasiliano, coi genitali mozzati e infilati in bocca. Personalmente ho segnalato la foto, ma mi piacerebbe sapere a questo punto qual è stata la procedura all'interno (o all'esterno?) di Facebook su di essa, dopo averne notata una rimozione tutt'altro che immediata. Facebook ha più problemi col sesso di quante ne abbia con contenuti riguardanti la violenza? A questo punto è probabile: così sembra pensarla lo stesso Guardian motivando tali problemi con le origini americane del social network. Voi che ne pensate?

Update: aggiornata la traduzione nel quote con la posizione ufficiale di Facebook in italiano, inviataci dall'ufficio stampa per il nostro territorio.

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