La CIA vuole i software pagati a consumo, ed è stufa di pagare licenze generiche e vincolanti


La CIA ha deciso di gettare in un panico silenzioso i produttori di software che la riforniscono con un vero e proprio ultimatum: “Rivoluzioneremo la maniera in cui facciamo affari con voi”. I servizi segreti americani, infatti, vogliono il software con una formula “on demand”, e sostengono che le vecchie licenze generiche, a pacchetto, hanno fatto il loro tempo.

Secondo la CIA (nella foto il quartier generale a Langley) bisogna guardare ad Amazon come al modello commerciale di riferimento perchè è valido, funzionale. C’è un repertorio di contenuti, che cerchi quando ti serve qualcosa e se vedi questo qualcosa, lo compri. Il conto è separato per ogni singolo oggetto, non si tratta di licenze milionarie che vincolano l’utente (in questo caso un’agenzia statale con situazioni estremamente mutevoli ed eterogenee da risolvere) ad adattarsi ai tempi di un unico team di sviluppo.

Non sono solo le spese che infastidiscono la CIA, infatti, ma è proprio il modello rigido, lento, delle vecchie licenze a tormentarla. A dire il vero nessuno al di fuori di una ristretta cerchia di personaggi importanti sa quanto la CIA spenda in licenze software (è top secret persino questo), ma essere aggiornati e scattanti è vitale per gli analisti di un servizio segreto, soprattutto quando si pensa che un esercito di cybercriminali provenienti da tutto il mondo formano una nube nera e minacciosa appena oltre la coda dell’occhio.

Al momento i fornitori di servizi principali per la CIA sono Oracle, SAP AG e Hewlett Packard, che da anni forniscono programmi di analisi capaci di trovare la strada attraverso quantità oceaniche di dati. Eppure non basta. Gli strumenti attuali, ha fatto sapere Reginald Brothers, vice-Segretario alla Difesa, “Non aiutano gli utenti nella missione e falliscono quando è necessario rispettare dei limiti di tempo utili”.

Via | Reuters

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