Twitter è finalmente in fase di crescita, ma c'è ancora qualche problema

Anche Twitter è finalmente in fase di crescita, ma c'è ancora qualche problema da risolvere.

Jack Dorsey

Twitter - Non c'è niente da fare, oggi è tempo di bilanci. Dopo Facebook, Instagram e WhatsApp, ecco che adesso veniamo a sapere che anche Twitter ha rilasciato qualche dato di bilancio. Diciamo che finalmente Twitter ha mostrato un lieve tasso di crescita per quanto riguarda l'ultima trimestre, con anche un modesto aumento degli utenti attivi mensilmente. In effetti ciò che ha causato il salto è stato il fatto che Twitter ha dichiarato che il suo obiettivo è quello di diventare redditizio su base GAPP nel 2017 rispetto a quanto accaduto lo scorso anno e sembra che questo stia per accadere. Almeno temporaneamente.

Twitter in crescita, ma i problemi persistono

Il fatto è che sì, Twitter ha mostrato una leggera crescita, sì ha ridotto i costi, ma il problema è che difficilmente il social network cinguettante riuscirà a trovare un modo per incrementare i ricavi nello stesso modo in cui Facebook e Google riescono a dominare il settore della pubblicità digitale. Twitter, a dire il vero, ha fatto un ottimo lavoro nel tagliare le sue spese di R & S nel corso degli ultimi anni, le spese sostenute entro il 30 settembre ammontano ora a soli 408 milioni di dollari, il che è un bene rispetto ai 597 milioni di dolari di due anni fa.

Anche le spese di marketing sono scese da 697 milioni a 528 milioni di dollari. Ma il fatto è che non c'è più spazio per ridurre i costi. Twitter starà maggiormente attento per quanto riguarda gli investimenti nel futuro, ma il guaio è che il suo percorso verso la redditività si basava sul taglio dei costi. Una volta tagliati questi, per avere redditività bisognerà basarsi sulla crescita dei ricavi. Ed è qui che sorgono i problemi per Twitter.

La crescita dei ricavi relativa agli annunci pubblicitari su Twitter è ancora in fase calante: le entrate pubblicitarie sono scese dell'8% su base annua e del 18% negli Stati Uniti. C'è anche da dire che Twitter sta ancora lavorando per convincere gli inserzionisti a pubblicare annunci pubblicitari sulla piattaforma, diminuendo anche il prezzo degli ads. Solo che indagini riferiscono che gli inserzionisti stanno progettando di spendere di meno su Twitter per concentrarsi di più su Facebook, Google, YouTube e Snapchat. Per esempio: un inserzionista preferisce spendere di più per un annuncio pubblicitario su Facebook (più caro rispetto a uno su Twitter) perché ha un ritorno migliore per quanto riguarda gli investimenti rispetto a quanto accade su Twitter.

Via | BusinessInsider

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail