Pinterest segue il solito percorso: milioni di iscritti, zero introiti


Pinterest sta seguendo con decisione le orme dei social network di successo che l’hanno preceduto, anche negli aspetti negativi: nonostante l’attenzione che sta ricevendo da un pubblico sempre più entusiasta, non si vede il becco d’un quattrino.

Al momento Pinterest è in quell’attimo di grazia nel quale gli early adopters si vedono schiacciati in un angolo dal numero di nuovi iscritti, tant’è vero che se non ne avete ancora sentito parlare, è ormai solo questione di tempo. Il risultato è ancora più speciale se teniamo conto del fatto che l’invito è richiesto per il sign-up e che la demografia degli utenti è al femminile per il 68%.

Nel mese di gennaio i visitatori di Pinterest sono stati all’incirca un terzo di quelli di Twitter, il mostro sacro del lifestreaming per eccellenza. In un certo senso anche Pinterest si occupa di lifestreaming, ma con un’angolazione differente, facendo un po’ da bacheca di sughero o scrapbook informatico per foto e contenuti.

Come spesso capita, non si può neppure parlare di un successo immediato, dato che Pinterest è in giro dal 2008. Una sorte comune a Tumblr, fondato un anno prima ed anch’esso oggi catturato nelle spire di un’espansione epocale. Ovviamente sarebbe inutile per Pinterest copiare il modello commerciale di Tumblr, dato che neppure quest’ultimo ne ha uno vero.

La sopravvivenza di un social network che cerca di superare la propria tempestosa adolescenza dipende in tutto e per tutto negli investitori. Oggi come oggi Pinterest è valutato 200 milioni di dollari, e pare che finora sia riuscito a raggranellare 37.5 milioni dal solito anello di angel investor di Silicon Valley. Questi consorzi, noti per muovere carriole intere di danaro al minimo segno di successo, stanno ovviamente guardando al social network con grande interesse: in un mese Pinterest ha attratto 11 milioni di visitatori unici, più del doppio del mese precedente. E non si tratta di visitatori qualsiasi, perchè spendono in media 100 minuti sul sito - Chiunque sappia qualcosa di traffico Internet, non può evitare di sollevare entrambe le sopracciglia. Solo il succitato Tumblr può vantare risultati comparabili.

Monetizzare il successo presso gli utenti sarà più impegnativo, ma un modello commerciale è forse già vagamente intuibile. Una bacheca sul quale si “appuntano” foto e note è ovviamente perfetta per vendere. Gli sviluppatori di Pinterest non sono d'altro canto troppo entusiasti all'idea di trasformare il sito in un volantino di offerte speciali da supermercato (perdendo così la fiducia del pubblico) e quindi camminano su una corda molto, molto sottile. Non possiamo che augurargli di imparare presto come vendersi con intelligenza e moderazione.

Via | Wall Street Journal

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