Facebook permette agli inserzionisti di creare annunci antisemiti

Piccolo problema con l'algoritmo di Facebook: consente agli inserzionisti di avere come target per gli annunci pubblicitari la categoria contenente sentimenti antisemita.

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Facebook - L'algoritmo che aiuta a creare gli annunci pubblicitari su Facebook ha bisogno di essere rivisto. ProPublica, infatti, ha scoperto che tale algoritmo permette agli inserzionisti di creare annunci con target antisemita. Quando si acquista un annuncio pubblicitario su Facebook, il sistema richiede all'inserzionista di turno di aggiungere delle categorie mirate, categorie che l'algoritmo riconosce tramite l'uso di parole chiave o frasi che gli utenti utilizzano nei loro profili. Ebbene, ProPublica ha dimostrato che il network pubblicitario di Facebook riconosce i sentimenti antisemiti presenti nei profili degli utenti come categorie di annunci pubblicitari validi. Fra le frasi e parole coinvolte in questo processo abbiamo "Ebrei", "Come bruciare gli Ebrei", "Partito Nazista", "Hitler non ha fatto nulla di sbagliato" e "German Schutzstaffel".

Facebook e gli annunci pubblicitari antisemiti

Il problema è che l'algoritmo in questione lavora in maniera automatica, senza alcun input umano, per cui quelli di ProPublica, sfruttando questa svista di Facebook, sono riusciti a comprare e creare annunci pubblicitari antisemiti che hanno poi usato per convalidare la loro ricerca.

In effetti a inizio mese Facebook aveva ammesso che il suo algoritmo aveva approvato qualcosa come 100.000 dollari di annunci pubblicitari che puntavano a Pagine di fake news fra giugno 2015 e maggio 2017. Dopo un'indagine interna, il social network blu aveva scoperto che entrambi gli account che avevano acquistato tali ads erano localizzati in Russia. Di conseguenza Facebook ha cercato di modificare l'algoritmo in modo da bloccare gli annunci pubblicitari che puntano a siti di fake news, ma a quanto pare non basta.

Ovviamente Facebook ha subito provveduto a rimuovere le categorie antisemita che ProPublica aveva scovato. Rob Leathern di Facebook ha poi così spiegato: "Noi non permettiamo l'incitamento all'odio su Facebook. I nostri standard della community vietano di attaccare persone in base alle loro caratteristiche, inclusa la religione e vietano agli inserzionisti di discriminare le persone basandosi sulla religione o altri attributi. In questo caso abbiamo rimosso le categorie di targeting associate alla questione. Sappiamo che dobbiamo lavorarci sopra, quindi stiamo costruendo nuovi guardrail per il nostro prodotto e per la revisione per evitare che in futuro accadano altri fatti come questi". Diciamo che Facebook deve impegnarsi di più: un'ulteriore ricerca di Slate ha dimostrato che il suo algoritmo riconosce anche come categorie di annunci pubblicitari validi "Kill Musical Radicals" e "Ku-Klux-Klan".

Via | Engadget

Foto | sarahmarshall

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