
Se qualcuno vi dicesse di essere peggio di Internet Explorer 6 la prendereste probabilmente come una grande offesa. Ma andiamo per gradi: Daniel Glazman è un programmatore francese, famoso soprattutto per essere stato lo sviluppatore principale dell’editor open source Nvu e per aver lavorato alla standardizzazione di HTML 4 e CSS 2. Proprio nel W3C, Glazman è dal 2008 co-presidente del gruppo che lavora su CSS: uno che di browser, standard e compagnia bella ne capisce, insomma.
Torniamo all’offesa di cui sopra, scritta proprio da Glazman in una cosiddetta call to action:
“Non tanto tempo fa, IE6 era il browser dominante sul Web. Tecnicamente, il Web era pieno di siti del tipo funziona-solo-con-IE6 e per gli altri browser gli utenti piangevano. IE6 è morto, quei tempi sono passati, e tutti i fornitori di browser inclusa Microsoft gioiscono. Tutto risolto? Non interamente… IE6 è andato, ma il problema è tornato.
WebKit, il motore di rendering cuore di Safari e Chrome, presente in iPhone, iPad e dispositivi Android, è ora il browser dominante nel Web mobile, e tecnicamente il Web mobile è pieno di siti funziona-solo-con-WebKit mentre gli altri browser e i loro utenti piangono.”
Scherzi a parte su offese varie, il problema riguarderebbe il modo in cui attualmente gli standard Web vengono definiti e avanzano: nuovi browser introducono tecnologie che poi diventano standard, ma che inizialmente funzionano su un solo browser. Questo sarebbe in teoria risolvibile con l’uso dei prefissi che individuano istruzioni sperimentali, ma la pratica è che mentre il prefisso “-webkit” viene usato, gli sviluppatori spesso si dimenticano dell’esistenza di “-o” per Opera, “-ms” per Internet Explorer e “-moz” per Firefox, addirittura anche quando i browser in questione supportano la proprietà CSS usata.
“Quello che chiedo alla comunità di sviluppatori Web è di smettere di costruire siti che funzionino solo su WebKit, in particolare aggiungere il supporto agli altri browser è solo questione di aggiungere alcune proprietà CSS aggiuntive coi loro prefissi.”
I pericoli in tutto questo? Più di quelli che si potrebbero immaginare: l’uso di una sola soluzione, in questo caso WebKit, creerebbe nei programmatori l’aspettativa che quella di WebKit sia effettivamente la strada per fare qualcosa. Questo porta tale soluzione a diventare uno standard di fatto, e con IE6 sappiamo quali sono stati (e sono ancora) i danni. Un’ulteriore conseguenza è costituita dal fatto che un’eventuale gestore degli standard come il W3C diventi praticamente irrilevante, facendo così affondare agli standard di fatto le loro radici all’interno del Web.
Come dicevamo, non sono paure teoriche: lo spettro di IE6 è ancora vivo e le parole di Glazman dovrebbero essere prese in considerazione. Noi almeno ce lo auguriamo.
Simone E.
10 feb 2012 - 14:27 - #1Il problema è ben più grave: è stata fatta la proposta di *standardizzare* alcune proprietà CSS che iniziano col prefisso “-webkit”, affiché anche altri browser le implementino e si possa garantire più velocemente la loro diffusione.
Inquietante, no? http://remysharp.com/2012/02/09/vendor-prefixes-about-to-go-south
abudabidibibodibibu
10 feb 2012 - 14:28 - #2Ma certo html è aperto ma non certo uno standard, non lo è perchè è proprio il motore che interpreta questo HTML ad essere proprietario ed ognuno aggiunge ciò che vuole, come vuole, è come flex il linguaggio è aperto il plugin che lo interpreta e lo mostra no, ma almeno certi sistemi sono avanzati. Abbiamo buttato alle ortiche passi avanti in nome di uno standard che non siamo in grado di portare a compimento.
Se io scrivo una istruzione è quella non deve dipendere dall’interprete!
sandro-kensan
10 feb 2012 - 20:19 - #3Daniel Glazman è anche quello che ha fatto l’attuale BlueGriffon che è l’editor html che segue KompoZer di Fabien Canevazè che a sua volta segue il reperto fossile NVU fatto da Danie.
Per la precisione BG non è un fork di KompoZer ma KompoZer è un fork di NVU.
lupo giallo
10 feb 2012 - 23:10 - #4Ma è lui quello della foto?? Miiiiii…è brutto forte…
Roberto Rossi
11 feb 2012 - 11:16 - #5Sono contento di vedere come esistano persone in grado di capire i pericoli della “soluzione unica”.
Purtropppo, anche nel mondo desktop, la situazione si fa sempre più preoccupante. L’ascesa di chrome mi fa pensare che, presto, ci troveremo con la ridicola situazione del “google = standard web”.
Browser web Chrome, il peggio che ritorna!
http://www.redchar.net/?x=entry:entry110812-114722
groucho_nt
12 feb 2012 - 00:15 - #6personalmente tendo a non utilizzare estensioni “proprietarie” di css, a meno che non sia estremamente necessario, e comunque la pagina deve funzionare anche su browser differenti
personalmente faccio i miei test su firefox, chrome, opera e ie…. tutto in genere funziona benissimo per i primi 3 che raramente mostrano differenze di comportamento (e quando capita si tratta di comportamenti marginali) ie come al solito (anche il 9) è un capitolo a parte, e se solo un millesimo delle maledizioni che lancio fosse andata a segno, al mondo non ci sarebbe più alcun menmbro del team di sviluppo di ie ancora in vita
florianooo
14 feb 2012 - 03:06 - #7nei siti normali basta usare le istruzioni standard ignorando le versioni ad hoc