Il tribunale le ha ordinato di decrittare il portatile, ma lei "ha dimenticato la password"


A Ramona Fricusu, una cittadina del Colorado, è stato ordinato di rivelare il contenuto del proprio portatile, affinchè l’accusa del processo in cui è coinvolta potesse usare i file contro di lei. Negli Stati Uniti la legge (sotto forma del Quinto Emendamento) garantisce ai cittadini il diritto di non auto-incriminarsi, ma il giudice distrettuale ha sancito che in questo caso le norme in questione non sono valide.

L’avvocato di Ramona non s’è certo perso d’animo e per salvare la donna ha invocato una delle situazioni più tipiche per chiunque bazzichi con i computer: “La mia cliente ha dimenticato la password” ha comunicato il legale, “E’ davvero probabile che se la sia scordata. Al momento non mi è neppure chiaro se la mia cliente è colei che è l’originario responsabile del processo di crittografia dei dati presenti sul laptop, e ne consegue che non sono certo che sia in grado di decrittarli”. Non serve un tribunale americano per ammettere che dimenticare una password, specie una di quelle “aziendali”, è davvero facile ed completamente plausibile.

Nonostante i toni quasi farseschi dell’affermazione, che potrebbero farci ridere sotto i baffi, il problema per il giudice ora è concreto. La Corte Suprema americana non ha mai affrontato la questione e queste “ordinanze di decrittazione” sono state molto infrequenti, con ripercussioni ancora poco chiare. Se questa “dimenticanza” risulterà essere la dichiarazione ufficiale dell’imputata, il giudice sarà costretto a stabilire senza alcun elemento di prova se la donna mente oppure no, una situazione che qualsiasi giudice americano cerca di evitare come la peste. Se la donna fosse sul serio incapace di decrittare il disco, infatti, non potrebbe essere arrestata per il suo rifiuto di cooperare.

Del resto, se davvero il portatile Toshiba che è oggetto del contendere è l’unica prova disponibile all’accusa, allora l’imputata dal proprio punto di vista fa davvero bene a “dimenticare” la password, anche a costo di subire i sei mesi di carcere che sono il massimo che la legge americana assegna a chi non collabora in un processo. Il precedente che si andrà a creare con questo caso avrà sicuramente delle ripercussioni sui casi futuri.

Via | Wired
Foto | Flickr

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