Volunia è il nuovo motore di ricerca realizzato da Massimo Marchiori

VoluniaÈ stato presentato ieri, attorno a mezzogiorno, Volunia: il nuovo motore di ricerca italiano – localizzato, però, in dodici lingue straniere – ideato da Massimo Marchiori, il ricercatore che ha realizzato l’algoritmo per HyperSearch. La conferenza stampa s’è tenuta presso l’Università di Padova, della quale Marchiori è professore.

Volunia è un progetto mondiale, che ambisce a introdurre una nuova concezione della ricerca sul web: non è – utilizzando le parole di Marchiori – «un miglioramento del 10%» delle prestazioni di Google. Per il momento, l’accesso al motore è subordinato all’accettazione in una lista di power user. Non è ancora disponibile al pubblico.

Nonostante Marchiori abbia collaborato con Tim Berners-Lee al World Wide Web Consortium (W3C), Volunia non integra una ricerca semantica: è un’evoluzione di PageRank – l’algoritmo di Google, derivato dal lavoro di Marchiori su HyperSearch – in chiave “sociale”. È una mappatura del web, ispirata ai GPS e integrata ai social network.

Volunia

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Prescindendo dal backend, che recupera molto del lavoro effettuato da Marchiori in passato, Volunia attribuisce una grande importanza alla visualizzazione delle informazioni. L’interfaccia sembra abbastanza confusionaria: molti widget interattivi sono presenti tra i risultati e rischiano di generare un sovraccarico di informazioni.

È paradossale, considerando che proprio Marchiori era impegnato al W3C nel contenimento della information overload. Volunia prevede un elevato – forse, anche eccessivo – numero di elementi visuali per accedere a ulteriori contenuti: l’usabilità, rispetto alla costante semplificazione di Bing o Google, ne risente. Ahimè, non è tutto.

Parlare di “rivoluzione” è eccessivo e, probabilmente, ha ragione il britannico Bobbie Johnson di GigaOM — quando sostiene che la stampa italiana ha annunciato la nascita di Volunia con un'enfasi sproporzionata. La grafica del motore di ricerca non è all’altezza del design contemporaneo: un aspetto che non può essere sottovalutato.

Volunia implica la presenza di un frame nei risultati: quella che per Marchiori è il valore aggiunto del motore, potrebbe essere una “scocciatura” per gli utenti e alterare il layout dei siti visitati. La funzione del frame è quella di generare automaticamente una mappa dei siti appena raggiunti. Sono previste due modalità visuali.

L’altra differenza, rispetto ai motori di ricerca tradizionali, riguarda la possibilità di recuperare i contenuti multimediali presenti nel sito visitato. Oltre alla mappatura delle pagine, Volunia rintraccia immagini, filmati o documenti presenti: dei filtri possono restringere la selezione. L’intuizione è buona, però esisteva già.

Tanto Bing, quanto Google prevedono altrettanto in una forma più elementare. E non «accompagnano» l’utente tra i risultati con un frame visualizzato sulle pagine visitate. Parlando dell’aspetto sociale, Volunia introduce un widget per interagire con gli utenti che hanno raggiunto la stessa pagina dal motore: un ritorno di Sidewiki.

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L’impressione è che Volunia avrebbe costituito una qualche innovazione se fosse stato presentato una decina d’anni fa. Oggi, al contrario, appare come una versione dozzinale, specie sull’interfaccia, di Bing o Google. Con l’aggravante del frame onnipresente che «accompagna» gli utenti sui risultati di ricerca, in uscita dal motore.

L’interazione sociale prevista da Volunia è una riproposizione all'italiana di Google+. Il motore di Marchiori permette d’aggiungere agli amici gli utenti che hanno visitato gli stessi risultati di ricerca, esattamente come Google con le “cerchie” del social network. Però, attivando un widget che propone una visualizzazione diversa.

Personalmente, assistendo alla presentazione di Marchiori, sono stato colpito soltanto dalla scalabilità delle macchine utilizzate per l’infrastruttura. Tutto il resto – almeno, stando a quanto è stato annunciato – è una riproposizione dell’esistente, neanche troppo affascinante. Sicuramente, il backend è migliore dell’interfaccia.

Via | GigaOM

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