Facebook incapace di monetizzare il mercato mobile


Più di metà degli utenti di Facebook accede al social network da dispositivi mobile, ma c’è una marcata difficoltà a ottenerne un guadagno. Il livello di introiti di Facebook è vertiginoso, e proprio per questo pensare che un tale numero di accessi non è esposto alla pubblicità che popola la versione desktop permette di intuire la frustrazione dei dirigenti.

Purtroppo non è affatto facile coinvolgere gli utenti con la pubblicità sui piccoli schermi di dispositivi come smartphone e cellulari. La pazienza di chi usa un’app è molto scarsa, e ridurre lo spazio (già risicato) o aumentare i tempi di caricamento significa perdere utenti. La stessa “condizione psicologica” degli utenti mobile è differente da quelli da desktop. Sono più concentrati sul compito che intendono svolgere (aggiornare, guardare i commenti o le foto e così via) e per questo cliccano sugli ad otto volte meno frequentemente. Il problema è davvero serio, specie se si considera che i mercati in cui Facebook può ancora svilupparsi sono proprio quelli basati sul mercato mobile, come Turchia ed America Latina, in cui ci sono molti più cellulari che PC con accesso ad Internet.

La strada è in salita anche quando si considerano piani alternativi. Come abbiamo visto Facebook si appoggia sempre di più sui guadagni derivanti dall’acquisto di beni virtuali, e a differenza degli ad questa nuova economia funziona altrettanto bene sul mobile. Purtroppo, però, su questo mercato Facebook arriva decisamente in ritardo, almeno quando si parla di iPhone ed iPad. Apple è infatti estremamente maldisposta a condividere le percentuali che già salassa agli sviluppatori di app, il bene virtuale per eccellenza - Ed anche su qualsiasi altro acquisto compiuto tramite esse.

Molti ritengono che questa sia la ragione per la quale Facebook lavora con scarsissimo entusiasmo sulle sue app: se gli utenti agiscono attraverso il browser invece che tramite app, il social network non è costretto a dare nulla ad Apple, che altrimenti mantiene sullo Store di iOS e relative app una stretta mortale.

Via | Wall Street Journal

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