
Potrebbe sembrare strano preoccuparsene, ma alla fin fine per qualcuno, probabilmente fra molti e molti anni da adesso, sarà molto importante capire come l’era del personal computing si è evoluta. Questi pronipoti, archeologi o appassionati che siano, vorranno certamente esplorare i migliaia e migliaia di software che giravano su vecchi computer come Commodore 64, Apple II, Amiga e PC 8086. Per uno scherzo del destino, se tutti avessero sempre rispettato la legge questa folta gamma di programmi sarebbe già dovuta scomparire in una nuvoletta di tristi byte corrotti.
Come dice un interessante articolo di Benj Edwards, tutti quei software obsoleti sono stati registrati su supporto magnetico, come nastri, cassette, floppy, un genere di media estremamente delicato e che nelle condizioni ideali comunque non sopravvive per più di 30 anni - Molto meno in qualsiasi ambiente “normale”.
Chiunque sia vissuto nell’era del floppy, a dire il vero, avrà fronteggiato dischi danneggiati e malfunzionanti, un problema che continua a verificarsi sui moderni HDD, gli ultimi discendenti della categoria. Ne consegue logicamente che quei floppy che forse avete a prendere polvere cantina a questo punto sono già “morti”, il loro contenuto perso per sempre.
Per fortuna, continua a vivere altrove. Ciò che ha salvato gli anni ottanta e novanta dell’informatica è la pirateria sui cosiddetti abandonware, i software che nessuno vuole più. Non son più compatibili con le macchine moderne, ma restano protetti da copyright, ed è tecnicamente illegale copiarli. Nessuna università o biblioteca o ente benefico potrebbe mai archiviarli in forma digitale.
Eppure sono tanti gli appassionati che si scambiano grazie al web ed ai circuiti del p2p i vecchi software, gli unici che si prendono la briga di sconfiggere gli antiquati ma cervellotici meccanismi anti-copia degli sviluppatori di venti e trenta anni fa, e ci sono persino degli eroi del coding che passano il proprio tempo liberi a creare emulatori per far girare al giorno d’oggi questi programmi.
E se qualcuno pensasse che il problema si esaurisce qui, sbaglia. Basta pensare ai prodotti sull’iTunes App Store per esempio, e a come spariranno quando Apple smetterà di supportare gli hardware per cui sono stati creati. E’ sufficiente tenere a mente tutti i contenuti protetti da DRM, che inevitabilmente diventeranno illeggibili in futuro. E’ ironico, insomma, che per gli archeologi del futuro una gran parte della nostra cultura si salverà solo se qualcuno oggi infrange la legge per copiarla e diffonderla, mettendola al sicuro.
Via | Technologizer
Foto | Flickr
KONEY
03 feb 2012 - 18:22 - #1Rikordo ke espressi lo stesso identiko pensiero su una missiva skritta a The Games Machine nei primissimi anni ‘90 ma, a differenza di altre mie, questa non venne mai pubblikata :)
marcolino74
03 feb 2012 - 19:23 - #2@Koney
ipotizzo. non venne mai pubblicata per uso improprio di “k”?
X la fine del mondo
03 feb 2012 - 19:49 - #3Intanto hanno chiuso 2 siti dello streaming Stagero e Nomavov
lupo giallo
03 feb 2012 - 20:33 - #4@koney
Se ti esprimevi allora come ti esprimi oggi…è ben facile capire perchè ti ignorarono…
clauderouges
03 feb 2012 - 22:17 - #5La stessa cosa sta succedendo anche per film e ebook. Tra vent’anni saranno illeggibili perché le aziende prendono in giro i clienti con i DRM.
@koney: ti si è rotto il tasto della “c” o hai 11 anni?
X la fine del mondo
03 feb 2012 - 22:50 - #6Credo che abbiano chiuso anche Video weed infatti esce questa scritta:
“Questo file non esiste più sui nostri server. Possibili cause: 1. Il file video è stato rimosso perché non ha rispettato i termini di servizio. 2.L ‘il video non è stato osservato negli ultimi 30 giorni.”
Potete fare un post su quello che sta succedendo Please :)
c1k0
03 feb 2012 - 23:08 - #7@clauderouges
tra vent’anni i DRM di oggi li cracki anche con il cellulare…
volf
03 feb 2012 - 23:23 - #8Hemm…c1k0, non è proprio così. Il fatto di non poterli copiare ora e, quindi, allungarne la loro “vita” farà in modo che tra 20 anni il DRM non costituirà un problema ma i dati non saranno più leggibili. In quest’ottica, è beneaugurante che ci sia qualcuno che scavalca i DRM per poter mantenere in vita le copie.
X la fine del mondo
04 feb 2012 - 04:51 - #9Sta chiudendo anche putluker
la fine dello streaming si sta avverando
c1k0
04 feb 2012 - 19:34 - #10@volf
quello che intendevo è che i DRM sono in pratica crittografia a chiave privata, che si basa sul concetto che trovare a “forza bruta” la chiave privata impiegherebbe “troppo tempo”. Tra vent’anni mi aspetto che succeda una di queste 2 cose:
1. venga scoperta una falla nel sistema DRM che ne consente la facile decrittazione
2. la potenza di calcolo dei dispositivi riuscirà anche a “forza bruta” ad individuare la chiave
c1k0
04 feb 2012 - 21:10 - #11@volf
ho riletto ora meglio il tuo messaggio… intendi dire che risiedendo SOLO sul dispositivo che non ti permette di copiarlo altrove andrà perso insieme ad esso? non credo che sia così, i file che io sappia sono copiabili, ma non decodificabili.