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Google risponde all'attacco di Microsoft: miti vs. fatti

Pubblicato: 02 feb 2012 da Daniele P.

Commenti dei lettori

microsoft_vs_google

C’era da aspettarselo, era solo questione di ore prima che Google decidesse di rispondere alla campagna pubblicitaria lanciata da Microsoft contro l’azienda di Mountain View. La replica è arrivata tramite un post firmato da Betsy Masiello, Policy Manager presso Google, e va a smontare alcune delle affermazioni fatte da Microsoft e cerca di chiarire ancora una volta la questione dell’unificazione delle politiche sulla privacy annunciata giorni fa.

Mito: nel 2011 Google ha fatto 36 miliardi di dollari vendendo informazioni sugli utenti come te [Fairsearch - PDF]
Fatto: Google non vende, scambia o affitta informazioni identificabili degli utenti. Gli annunci degli inserzionisti sono legati alle chiavi di ricerca o ad altri servizi basati su dati anonimi, come la vostra ubicazione o un sito internet che avete vistato.

Mito: i cambiamenti alla politica sulla privacy di Google rendono più difficile per gli utenti mantenere il controllo delle loro informazioni personali [Microsoft]
Fatto: il controllo della privacy non è cambiato. Punto. I nostri utenti possono: modificare o cancellare la loro cronologia di ricerca; modificare o eliminare la cronologia delle visualizzazioni su YouTube; usare molti dei nostri servizi da loggati o meno; usare Google Dashboard e il nostro Ads Preferences Manager per vedere i dati che abbiamo raccolto e gestire il modo in cui vengono utilizzati.

Mito: Google sta cambiando la politica sulla privacy per aumentare il valore dei dati raccolti per gli inserzionisti [Microsoft]
Fatto: la stragrande maggioranza della personalizzazione che Google fa dei suoi prodotti non è collega agli annunci pubblicitari, è fatta per fornire agli utenti servizi migliori. Oggi un utente loggato può immediatamente aggiungere un evento nel proprio Calendario quando un messaggio in Gmail sembra relativo ad un appuntamento, o leggere i documenti di Google Docs direttamente dalla mail.

Mito: Google legge le tue email [Microsoft]
Fatto: Nessuno legge le tue email oltre te. Come la maggior parte dei provider di posta elettronica, i nostri computer scansionano i messaggi per liberarsi di spam e malware, così come per mostrare annunci che potrebbero essere rivelanti per te.

Se quanto letto finora si è limitato a smentire le dichiarazioni di Microsoft, l’ultimo punto è un’attacco diretto all’azienda e, in particolare, alle sue politiche sulla privacy.

Mito: l’approccio di Microsoft alla privacy è migliore di quello di Google [Microsoft]
Fatto: noi non diamo giudizi sulle politiche o suoi controlli di altri. Ma la nostra Privacy Dashboard all’avanguardia nel settore, Ads Preferences Manager e i tentativi di data liberation vi permettono di capire e controllare le informazioni che raccogliamo e come le utilizziamo. E abbiamo semplificato la nostra politica sulla privacy proprio per rendere più facile questa comprensione. Da Microsfot non c’è alcun tentativo di data liberation, né un hub come Dashboard per gli utenti. Le loro politiche sulla privacy affermano che “le informazioni raccolte grazie ad un servizio di Microsoft possono essere combinate con le informazioni raccolte attraverso altri servizi di Microsoft“.

Come a dire, in quest’ultimo caso, che il bue dà del cornuto all’asino. Il post, inoltre, si conclude con un’ultima stoccata a Microsoft: “è meglio concentrarsi sui proprio utenti anziché attaccare negativamente le altre aziende. Da adesso in poi!

Via | Google Public Policy Blog
Foto | Gadgetoz

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • bejelit

    02 feb 2012 - 11:13 - #1
    -2 punti
    Up Down

    ne mito ne fatto: apritevi un nuovo indirizzo email
    sia su hotmail che gmail: non comunicateli a nessuno, non usateli per registrazioni a siti porno, solamente accedete ad entrambi almeno ogni due/tre giorni: inviate o ricevete una email (ovviamente non tra di loro sennò il test è nullo)
    passano due mesi e controllate chi ha + span, vediamo chi vende gli indirizzi mail

  • Profilo di stramaxxa

    stramaxxa

    02 feb 2012 - 11:24 - #2
    1 punto
    Up Down

    #bejelit
    ma tu le spari alla caso le cose o ci pensi su prima?

    Ho un account hotmail creato or sono 8-9 anni fa per usare messanger… a parte poche comunicazioni da parte di mamma Microsoft non arriva altro….

    D’altro canto gestisco diverse email su google … sia come gmail che come google apps … parte la email di benvenuto non vi ombra di email.

    A parte che ormai con lo span lo fanno solo i cialtroni….. Microsoft e Google fanno pubblicità mirate in base alla tua provenienza… ai siti che hai visitato… alle ricerche che hai fatto….

    Personalmente proccupa più Facebook.

  • marcolino74

    02 feb 2012 - 11:34 - #3
    0 punti
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    @bejelit

    ti riferisci a Microsoft, vero? ti spiego: io, come stramaxxa, ho un account hotmail che in passato ho utilizzato solo ed esclusivamente per messenger. Beh, tra questo e quello di Gmail ti assicuro che quanto a spam nessuno batte hotmail, considerando anche che l’unico utilizzo che ne ho fatto è stato per msn…

  • magilla1

    03 feb 2012 - 11:49 - #4
    0 punti
    Up Down

    Beh, filtra molto bene perchè finisce nello spam, ma io ho creato una casella gmail, ho solo mandato 2 mail di prova a un altro indirizzo gmail e uno tiscali, mai inotlrate , e la cartella spam è piena all’inverosimile. E non dipedne da tiscali in cui è molto ridotto.